Dopo la grande concitazione di questi giorni, le forze antifasciste di Ortona serrano i ranghi ed alzano la posta sulla tre giorni “Da Fiume al dissenso”, organizzata dal Centro studi e ricerca Cittadella. Dopo gli ultimi appelli per la revoca di Melilla (Fondazione Brigata Majella) e le stesse precedenti dell’Anpi, torna a mettere un punto Luigi Borrelli, segretario provinciale dell’associazione, in una missiva indirizzata alle autorità ed al sindaco.
«Nel corso delle tre giornate, l’evento prevede dibattiti e presentazioni marcatamente provocatori e ideologicamente orientati alla riabilitazione di teorie e figure legate all’estremismo e al totalitarismo» chiarisce il segretario, sottolineando «la presenza tra i conferenzieri di soggetti legati a movimenti quali “Meridiano zero” di chiaro orientamento fascista». Si parla, ovviamente di Rainaldo Graziani, figlio di Clemente, fondatore – quest’ultimo – del movimento politico Ordine Nuovo, soppresso per ricostituzione del disciolto partito fascista.
La lettera, poi, continua criticando l’azione di Angelo Di Nardo. «Il Sindaco ha concesso l’utilizzo della sala pubblica Eden rivendicando una pedissequa applicazione delle norme che ne disciplinano l’uso e rinviando le valutazioni politiche e culturali al legittimo confronto pubblico» rimarca Borrelli «ignorando che la Costituzione, nata dalla Resistenza, vieta la ricostituzione del disciolto partito fascista e punisce l’apologia dei suoi metodi e delle sue ideologie».
L’associazione dei partigiani, in seguito, attacca le proposte in cartellone che «negano la verità giudiziaria». Il riferimento, in questo caso, è alla presentazione sul libro “Bologna: la pista israeliana” di Luca Tadolini, avvocato emiliano noto per varie pubblicazioni tacciate di “revisionismo antipartigiano”.
Ma non basta. L’associazione chiede formalmente a prefetto, questore e sindaco un tempestivo intervento delle autorità dal momento in cui «la crescita in tutta Europa di movimenti che si richiamano esplicitamente al fascismo e al nazismo» in virtù del loro ruolo di vigilanza e di difesa dei valori democratici antifascisti. Perciò, domanda «tolleranza zero verso iniziative che tendono a distruggere la democrazia», ossia, chiede di revocare la prenotazione della sala ed annullare l’evento in programma per 25-27 settembre all’Eden.
Nel caso in cui questa richiesta ricevesse parere negativo, viene riportato alla stampa che verrà convocata una manifestazione antifascista per sabato 26 settembre.



