Ortona. Nuova polemica nella “Stalingrado d’Italia”. La sala comunale Eden, in corso Garibaldi, è stata regolarmente concessa a fine mese al Centro studi e ricerca Cittadella, gruppo dell’estrema destra già diffidato per aver promosso un evento utilizzando il logo della Provincia di Pescara.
Al centro del caso, però, non c’è questa vecchia bega, ma il programma della rassegna, che per ogni evento raddoppia il proprio connotato estremo. La tre giorni si apre con incontri sull’impresa di Fiume e su Gabriele D’Annunzio, dibattiti sulla questione di genere con attiviste “free-vax”, per poi ospitare figure di riferimento dell’area neofascista e dibattiti sulla Russia e la Nato.
Qui, viene il “piatto forte”: Rainaldo Graziani, Luca Tadolini e Fabio Filomeni, tutti membri di Europa sovrana e indipendente ed invitati di punta. Graziani è figlio di Clemente, fondatore di Ordine Nuovo, organizzazione soppressa per decreto secondo la legge Scelba per ricostituzione del disciolto partito fascista; Tadolini è autore di un volume contestato per revisionismo sulla strage di Bologna del 2 agosto 1980, in cui accusa «la pista israeliana»; Filomeni, già vicino a Vannacci, ha lasciato l’associazione Il mondo al contrario, «perché troppo vicina alla Lega», per poi fondare l’Esi, di cui ora è presidente.
Il cartellone include anche dibattiti sul pensiero dell’ideologo russo Aleksandr Dugin, ispiratore e fondatore con Limonov del partito nazional-bolscevico, un incontro su Jean Thiriart, fondatore dell’associazione collaborazionista belga Amici del grande Reich tedesco e teorico del fascismo pan-europeo oppure presentazioni di libri su Giacinto Auriti, ideatore del Simec e sostenitore delle teorie sul signoraggio bancario. Un insieme promiscuo di temi che intreccia antimperialismo, antiatlantismo, antisionismo, nazionalismo, neofascismo, irredentismo, rossobrunismo.
La reazione del centrosinistra è stata immediata. Andrea Fiamma, docente universitario di filosofia medievale a Macerata, ha chiesto la revoca della sala stigmatizzando il programma come ambiguo, dato che «sembra dedicato all’impresa di Fiume», celando però «molto altro». Per il ricercatore, si tratta di propaganda «antioccidentale e antitaliana» che «non può essere considerata legittima», neanche se mascherata da iniziativa culturale.
Il sindaco Angelo Di Nardo, però, ha intenzione di mantenere l’autorizzazione ed ha replicato che le istanze rivolte al comune «devono seguire canali formali», precisando poi che «non è stato concesso alcun patrocinio», né adesione né sostegno economico. Per l’amministrazione, dunque, l’affitto della sala è regolare e non presenta motivi ostativi. Un’argomentazione che l’opposizione ha giudicato insufficiente.
Nella notte, infatti, è arrivata anche la nota congiunta di PD, M5S, Riformisti, Azione, AVS, Centro Democratico e PSI. I partiti hanno ricordato il gravissimo tributo di sangue dei civili ortonesi nella Seconda guerra mondiale – 1.314 vittime, medaglia d’oro al valor civile – e definito l’iniziativa «incompatibile con i valori democratici» e «con il dovere di tutelare la memoria storica» e le istituzioni democratiche. Chiude il comunicato, la richiesta di revoca dell’autorizzazione.



