Pescara. Sulla vicenda del Teatro D’Annunzio emergono in questi giorni nuovi elementi che ridisegnano i tempi per la riapertura della struttura, ferma ormai da marzo 2024. Dalle ultime notizie, infatti, si apprende che potrebbe essere indetta a maggio la gara per l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza per l’eliminazione del rischio statico e sismico del teatro, ma che non riguarderanno tutta la struttura.
“Una notizia che impone una riflessione seria, e soprattutto una presa di responsabilità politica da parte dell’amministrazione comunale – commenta il capogruppo M5S, Paolo Sola – che per mesi ha sbandierato di avere le risorse disponibili ad intervenire – circa un milione di euro ricevuto dal Ministero e un ulteriore milione stornato dal progetto Città della Musica – e che ora scopriamo serviranno esclusivamente al consolidamento della parte bassa della struttura, recuperando solo 1.000 posti a sedere.Un dato che cambia radicalmente la narrazione portata avanti finora. Qualcuno dovrebbe semplicemente vergognarsi – attacca Sola – per mesi hanno raccontato alla città che quelle risorse sarebbero state sufficienti a restituire il Teatro D’Annunzio alla piena fruizione, mentre ora scopriamo che quei fondi bastano appena per mettere in sicurezza una porzione limitata della struttura. Questo significa che o non avevano compreso la reale entità del problema – ed è gravissimo – oppure hanno consapevolmente alimentato una narrazione non veritiera per convenienza politica”.
Il punto secondo Sola riguarda: “la distanza tra gli annunci e la realtà dei fatti. Perché se oggi si certifica che gli interventi riguarderanno soltanto una parte dell’edificio, è già chiaro che non esistono, allo stato attuale, le risorse necessarie per una riapertura completa del teatro”
“Altro che restituzione alla città: siamo davanti a una riapertura parziale, limitata, e senza alcuna certezza sui tempi e sulle risorse per il completamento. Il risultato è un progressivo impoverimento dell’offerta culturale cittadina, un vero e proprio ridimensionamento della capacità ricettiva dei nostri spazi culturali”. commenta il capogruppo M5S.
Una prospettiva preoccupante che, secondo il consigliere pentastellato, rischia di incidere non solo sulla programmazione artistica, ma sull’intero sistema culturale pescarese.
“Il Teatro D’Annunzio non è un contenitore qualsiasi: è uno dei simboli della vita culturale cittadina. Ridurlo a una struttura parzialmente fruibile, senza un cronoprogramma chiaro né risorse disponibili per il completamento, significa accettare un arretramento strutturale dell’offerta culturale di Pescara. Si dica con onestà ai cittadini qual è lo stato reale delle risorse, quali interventi si intendono finanziare e, soprattutto, dove si troveranno i fondi per completare l’opera. Perché oggi emerge con evidenza – conclude Paolo Sola – che il problema non è solo tecnico, ma profondamente politico».



