Pescara. Tentativo di truffa a nome del Comune di Pescara: i malviventi si presentano falsamente come incaricati dell’Ente e successivamente come carabinieri, con l’obiettivo di acquisire informazioni personali e conoscere la presenza nelle abitazioni di denaro, oro, gioielli, armi o altri beni di valore.
A darne notizia, dopo le numerose segnalazioni arrivate dai cittadini, è Palazzo di Città, che invita alla prudenza.
Il meccanismo segnalato segue uno schema articolato.
La vittima riceve inizialmente una telefonata sul numero fisso da parte di una persona che afferma di contattarla a nome e per conto del Comune. Il falso dipendente comunale riferisce quindi che il Comune sarebbe stato vittima di una presunta clonazione di oltre cento carte d’identità, con conseguente sottrazione di dati sensibili e codici fiscali. Poi viene chiesto alla vittima di comunicare il proprio numero di cellulare, sostenendo che servirà a confermarne l’identità e anticipando che, poco dopo, sarà contattata dai carabinieri per ulteriori verifiche. A distanza di pochi minuti arriva effettivamente una seconda telefonata sul cellulare. In questo caso il truffatore si presenta come un tenente dei carabinieri. Nel corso della seconda telefonata, con il pretesto di illeciti commessi sfruttando la carta d’identità, viene richiesto una sorta di ‘inventario’ relativo alla presenza di denaro, oro, gioielli o armi in casa. È proprio questa, scrive il Comune, la fase più pericolosa della truffa.
“Il Comune – dichiara il sindaco Carlo Masci – non è stato oggetto di alcun attacco hacker e non c’è stata alcuna clonazione di carte d’identità riconducibile ai sistemi informatici dell’ente. Invito tutti i cittadini a prestare la massima attenzione, a non comunicare informazioni personali o patrimoniali e a interrompere immediatamente telefonate di questo tipo. In presenza di chiamate sospette o riconducibili a questa tipologia di truffa è opportuno contattare direttamente e segnalare immediatamente l’accaduto alle forze dell’ordine, senza seguire le indicazioni fornite dagli interlocutori telefonici e senza consentire l’accesso alla propria abitazione a persone non preventivamente identificate. Un appello – conclude il sindaco – che rivolgo alle persone anziane e sole che vanno informate, da parenti e vicini di casa, e messe in guardia”.



