Pescara. “Torno su un tema che considero centrale per il futuro della nostra regione: il sostegno alle famiglie e, in particolare, le misure a favore della natalità. Negli ultimi anni l’assegno di natalità in Abruzzo ha rappresentato un aiuto concreto per molte famiglie e uno strumento importante per contrastare lo spopolamento, soprattutto nei piccoli comuni. Ma oggi emergono criticità che non possiamo ignorare e che non rappresentano un segnale positivo per i futuri sostegni alle famiglie”, Lamenta il consigliere regionale Antonio Di Marco che più volte si è occupato dell’argomento.
“Dal 2022 al 2024 i bandi sono stati pubblicati con regolarità, consentendo di finanziare le prime annualità e di avviare percorsi triennali per numerosi beneficiari – spiega Di Marco – . Nel 2025 non è stato pubblicato alcun avviso a causa della mancanza di risorse. Eppure restano impegni economici già assunti nei confronti delle famiglie. In particolare, devono ancora essere corrisposti gli assegni della seconda e terza annualità per i nati nel 2024 e quelli della terza annualità per i nati nel 2023, per un totale che supera i 2,3 milioni di euro. Il punto è chiaro: anche qualora venissero pubblicati nuovi avvisi nel 2025 e nel 2026, senza ulteriori stanziamenti queste risorse servirebbero esclusivamente a coprire gli impegni già presi, senza garantire nuovi contributi per i bambini nati dopo il 2024. Questo significa, di fatto, che la misura rischia di proseguire solo per chi è già beneficiario, senza offrire alcuna opportunità alle nuove famiglie.
In altre parole, stiamo chiudendo il passato senza costruire il futuro. Per questo ritengo indispensabile un intervento immediato e strutturale: servono nuove risorse e una programmazione chiara, che dia continuità a una misura fondamentale non solo per il sostegno economico, ma anche per la tenuta sociale e demografica dell’Abruzzo. Le famiglie non possono restare nell’incertezza, e la natalità non può essere trattata come una voce residuale di bilancio. È una priorità politica, economica e sociale su cui dobbiamo assumere impegni concreti e credibili”.



