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Rischio esplosione sulla A 24/25. Terreno contaminato da gas metano, due le ipotesi al vaglio

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Chieti. Rischio esplosivo oper contaminazione da gas metano che si è esteso a macchia d’olio nei terreni intorno all’impianto di carburanti dell’area di servizio Brecciarola Nord sull’A24, oggi chiusa per motivi di sicurezza. Sono dodici le particelle catastali di terreno interessate dall’emergenza per migliaia di metri quadrati. La situazione che desta preoccupazione è che si parlò di bonifica dell’area nel lontano 2003, ma da quella data ad oggi le procedure non sono mai iniziate, mentre l’agente inquinante continuava ad invadere i terreni. Il gas metano rilevato nei terreni che circondano l’impianto di carburanti della Q8 nel primo tratto dell’autostrada Chieti-Roma è prodotto da una sostanza presente q8 autogrill benzinadal 2005 nella benzina, il bioetanolo determinando un grosso rischio che l’area possa esplodere. A gennaio la Q8 ha comunicato di voler smantellare l’impianto sott’accusa e di voler procedere alla rimozione del terreno contaminato. Ma le indagini successive, eseguite dalla società Mares, hanno ampliato di molto la zona rossa e spinto il VII settore Ecologia, Ambiente ed Energia del Comune di Chieti a convocare, per il 30 giugno in via delle Robinie, una conferenza di servizi con enti e proprietari di terreni. Un vertice al quale sono stati invitati Regione, Provincia, Arta, Asl, la società Kuwait Petroleum Italia, la Mares, la Strada dei Parchi spa, le società Vifran e Blu degli impreditori Sarni e una serie di cittadini di Brecciarola direttamente interessati. Tuttavia secondo un nuovo documento datato 14 maggio scorso, sembra che la contaminazione interessi delle zone agricole esterne al sito che vanno ben oltre i 13mila metri quadrati dell’area di servizio. E che inducono a pensare che non sia il distributore Q8 il responsabile del disastro ambientale. E’ stata un’eccezionale intuizione di un geologo dell’Arta a svelare il mistero durato per anni. Nel 2013 sul tratto di autostrada 25 compreso tra il casello di Bussi-Scafa e l’uscita per l’interporto di Manoppello scalo, un Tir cisterna di una nota marca di carburanti, due anni fa uscì di strada mentre la percorreva in direzione Roma-Chieti. Il mezzo pesante precipitò nella scarpata e perse l’inter carico di benzina che si disperse nella terra accanto a un vigneto. L’ipotesi allarmante che si fa strada è che dal terreno fuoriesca gas a pressione da un giacimento presente nel sottosuolo di Brecciarola.

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