Teramo. Piano di riduzione liste di attesa, il 65% non vuol anticipare l’appuntamento. Lo ha reso noto la Asl di Teramo.
“La Asl di Teramo. al fine di aggredire il problema delle liste di attesa un mese fa circa ha messo in campo un nuovo progetto che, ad un primo resoconto, ha dato risultati veramente inaspettati.
Parliamo di un Programma operativo di recupero delle liste di attesa, finanziato dalla Asl con risorse proprie per circa 700.000 euro, relativamente alle seguenti prestazioni:
- Gastroscopia;
- Colonscopia,
- Visita dermatologica;
- Visita oculistica;
- Doppler tronchi sovraortici e arti inferiori
- Visita endocrinologica ed ecografia della tiroide;
- Tc del torace;
- Ecografia addome completo;
- Visita fisiatrica;
La Direzione strategica aziendale ha voluto utilizzare le prestazioni aggiuntive per anticipare le prenotazioni che andavano oltre i tempi previsti dalla norma.
Dalla data di avvio, il 23 marzo, al 13 aprile, gli uffici competenti hanno effettuato un’elevata mole di chiamate i cui esiti sintetizziamo di seguito:
| ITEM | VOLUMI | % |
| CHIAMATE EFFETTUATE | 4.530 | 100,00 |
| NON RISPOSTE | 1.006 | 22,21 |
| RISPOSTE | 3.524 | 77,79 |
| ANTICIPAZIONI ACCETTATE DALL’UTENZA | 1.238 | 35,13 |
| ANTICIPAZIONI NON ACCETTATE DALL’UTENZA | 2286 | 64,87 |
La tabella sopra esposta evidenzia che su 3.524 risposte, circa il 65% degli utenti contattati e che avevano prenotazioni “lunghe”, cioè fuori termine, ha rinunciato all’anticipazione della prestazione. Nel dettaglio
il 95% degli utenti ha rinunciato all’anticipazione della gastroscopia, il 91% circa della colonscopia, il 79% circa della visita dermatologica, il 78% della visita oculistica. Inoltre per gli ecocolordoppler delle carotidi e degli arti inferiori il 42% circa ha rinunciato all’anticipazione.
La Asl di Teramo ha anche analizzato i motivi delle rinunce, che sono state registrate dagli uffici recall.
“La gran parte dei cittadini non ha accettato di anticipare l’appuntamento. Ciò dimostra che molte richieste sono inappropriate in termini di classe di priorità e che, nella realtà, i bisogni di salute reali sono notevolmente inferiori alle prenotazioni in accesso nei Cup. Per alcune prestazioni, il tasso di rifiuto supera il 70%, a riprova che tali prescrizioni non rispondono ad esigenze tempo o vita dipendenti”, sottolinea il direttore generale, Maurizio Di Giosia, “Nonostante ciò, è intenzione della Asl Teramo potenziare ulteriormente la propria offerta di prestazioni ambulatoriali, anche perché siamo consapevoli che, in mezzo a tante inappropriatezze, vi sono anche situazioni di reale bisogno e necessità. Rappresenteremo ufficialmente, nei tavoli nazionali e regionali, la necessità di riformare, normativamente, il governo della domanda, senza il quale ogni sforzo delle articolazioni locali si infrange contro un fenomeno che gli stessi analisti del settore hanno classificato come deleterio in termini economici, umani e sociali. C’è bisogno di azioni per migliorare l’appropriatezza prescrittiva, al pari del potenziamento degli strumenti di presa in carico e dei percorsi diagnostico terapeutici”.



