Pescara. Rimettere al centro del dibattito sociale il valore della persona, promuovere un’educazione inclusiva e affrontare le sfide dell’era digitale senza cedere al predominio delle macchine. Con questi obiettivi è stata ufficialmente presentata, in una gremita Sala Consiliare del Comune di Pescara, la nascita del Movimento di Impegno Educativo di Azione Cattolica (MIEAC) Abruzzo.
L’evento ha visto la partecipazione di un folto pubblico composto da studenti, docenti, educatori, rappresentanti del Terzo Settore, delle forze dell’ordine e delle istituzioni civili e militari. Tra le autorità presenti spiccavano il sindaco Carlo Masci, l’onorevole Guerino Testa, il Generale Baldassarre Daidone e Antonio Di Giosaffat, responsabile delle Cooperanti Paoline e delle Librerie San Paolo.
A guidare la neonata realtà abruzzese, su disposizione del Vescovo Monsignor Tommaso Valentinetti, è la professoressa Alessandra Di Pietro, Dirigente Scolastico dell’Istituto d’Istruzione Superiore “De Cecco”. Nel suo intervento di apertura,la Presidente Di Pietro ha sottolineato come la costituzione del Movimento rappresenti un invito a riflettere insieme sui valori educativi, che non possono essere responsabilità esclusiva della scuola o della famiglia, ma devono coinvolgere l’intera comunità. Rivolgendosi direttamente ai numerosi studenti di fede musulmana presenti in aula, la dirigente ha ribadito che il MIEAC, pur riconoscendosi nei valori cristiani, nasce come un luogo aperto e inclusivo per chiunque desideri mettersi in gioco. Educare oggi, ha spiegato la professoressa, non significa soltanto trasmettere competenze per il mercato del lavoro, ma accompagnare i giovani nella costruzione della propria libertà, dell’interiorità e della capacità di gestire i conflitti e amare.
A caratterizzare l’incontro, moderato dal Direttore responsabile di Radio Speranza InBlu Davide De Amicis, è stato anche il profondo richiamo all’Enciclica Magnifica Humanitas, firmata da Papa Leone XIV il 15 maggio 2026, nel 125° anniversario della Rerum Novarum. Un documento ritenuto fondamentale per interpretare le dinamiche contemporanee e il rapporto tra l’uomo e le nuove tecnologie.
Il Presidente Nazionale del MIEAC, Giovanni Battista Milazzo, ha definito l’arrivo del movimento in Abruzzo come un’avventura meravigliosa e drammatica, citando il testamento spirituale di San Paolo VI e ricordando l’urgenza di ricostruire l’umano attraverso l’ascolto profondo e l’apertura del cuore. Sulla stessa linea si è espresso Don Guido Colombo, viceassistente nazionale del MIEAC e promotore della presenza della struttura in regione, il quale ha approfondito i punti salienti dell’enciclica papale. Don Colombo ha evidenziato come l’Intelligenza Artificiale non sia neutrale e richieda prudenza, regole giuste e un disarmo dalla logica della pura competizione finanziaria per restituirla alla pluralità della cultura umana.
L’esigenza di ritrovare un autentico “Umanesimo Digitale” è stata richiamata anche da Don Alessio De Fabritiis, Direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Giuseppe Toniolo” di Pescara, che ha rimarcato l’importanza di insegnare ai ragazzi a disconnettersi per distinguere chiaramente la vita reale da quella virtuale. Hanno completato il quadro dei lavori gli interventi dell’assistente ecclesiastico nazionale Don Luigi Vitale e dell’assistente ecclesiastico diocesano Don Antonio De Grandis, Presidente del Tribunale Ecclesiastico interdiocesano Abruzzo e Molise.
L’avvio del MIEAC in territorio abruzzese segna così il punto di partenza per un cantiere formativo aperto a tutta la cittadinanza, con la concreta ambizione di tessere relazioni umane solide capaci di guidare le giovani generazioni attraverso le complessità del presente.



