L’aquila. Un clima d’odio inaccettabile, che si traduce in attacchi personali, insulti pesanti e, nei casi più gravi, in vere e proprie minacce di morte. È quanto sta subendo in queste ore Gilberto Petrucci, sindaco di Penne (Pescara), preso di mira per aver adottato un provvedimento amministrativo legato alla gestione del centro storico della città. Un episodio grave che ha sollevato l’immediata e ferma reazione di Anci Abruzzo.
A farsi portavoce del dissenso e della vicinanza dell’intera comunità dei sindaci regionali è il presidente di Anci Abruzzo e sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.
«Esprimo, a nome di Anci Abruzzo e di tutti i sindaci della nostra regione, la più convinta solidarietà al sindaco di Penne, Gilberto Petrucci», ha esordito Biondi, stigmatizzando la deriva violenta che ha preso il dibattito pubblico cittadino.
«Definire ‘assassino’ un sindaco che sta semplicemente svolgendo il proprio dovere, fino ad arrivare alle minacce di morte, significa oltrepassare un limite che nessuna società democratica può tollerare».
Biondi ha rimarcato come il dissenso sia legittimo, ma debba sempre rimanere nei binari della civiltà: «In democrazia ogni scelta amministrativa può essere discussa, criticata e persino contestata nelle sedi opportune. Ciò che non può essere accettato è che il confronto degeneri in una campagna di delegittimazione personale, alimentando un clima d’odio incompatibile con il rispetto delle istituzioni e delle persone».
Il caso di Penne, purtroppo, è lo specchio di un malessere nazionale ben più profondo e radicato. Il presidente di Anci Abruzzo ha infatti snocciolato i dati dell’ultimo rapporto di Avviso Pubblico (rilanciato dal Sole 24 Ore), che delineano un quadro preoccupante per chi amministra il territorio.
In Italia si registra un’intimidazione nei confronti di un amministratore locale ogni 28 ore. Nel 2025 sono stati censiti 309 atti intimidatori. Di questi, oltre due casi su tre (68%) hanno colpito direttamente i sindaci, una percentuale in crescita.
Il 57% delle intimidazioni avviene in centri con meno di 20 mila abitanti, contesti in cui il primo cittadino è più facilmente raggiungibile e isolato.
«Gli amministratori locali sono il presidio istituzionale più vicino ai cittadini», ha ricordato Biondi, sottolineando la complessità del ruolo di chi, ogni giorno, è chiamato a prendere decisioni bilanciando interessi e sensibilità differenti
L’appello finale di Anci Abruzzo è un netto rifiuto a considerare questi episodi come “effetti collaterali” del mestiere di sindaco.
«È un fenomeno che non può essere normalizzato», ha concluso Biondi. «Difendere un sindaco che viene insultato o minacciato per aver assunto una decisione amministrativa significa difendere la libertà di tutti gli amministratori di svolgere il proprio mandato senza condizionamenti. Su questo non possono esserci ambiguità e Anci Abruzzo sarà sempre al fianco dei sindaci che continuano a lavorare per il bene delle proprie comunità».



