Città Sant’Angelo. Un duro attacco nei confronti dei cantieri in corso lungo la foce del Fiume Saline, nel territorio comunale di Città Sant’Angelo, arriva dalle associazioni ambientaliste locali. In particolare, si segnala la completa distruzione di uno dei pochissimi tratti di canneto fluviale della costa abruzzese, un’area di altissimo valore ecologico tutelata dallo stesso Piano Faunistico Regionale come Oasi di Protezione della Fauna.
Gli interventi, attualmente in fase di esecuzione nel pieno della stagione di migrazione autunnale dell’avifauna, violerebbero infatti, secondo quanto ritenuto dalle associazioni, le garanzie di tutela dei siti di sosta previste dalla Direttiva europea 147/2009/CE.
Il nodo della variante e il parere del Comitato V.I.A.
Stando a quanto ricostruito dagli ambientalisti, i lavori farebbero capo alle opere di riduzione del rischio idraulico promosse dal Commissario Straordinario per il dissesto idrogeologico. Se nel progetto originario del 2022 il canneto era stato completamente escluso dai cantieri, la situazione si è ribaltata nel 2025: attraverso una procedura di Verifica Preliminare (VP) che non prevede la fase di osservazione pubblica, il Commissario ha introdotto una variante che ha ricompreso la foce del fiume.
Il Comitato V.I.A. della Regione Abruzzo ha escluso la modifica da ulteriori valutazioni di impatto ambientale, ignorando — accusano le associazioni — la complessa storia naturalistica del sito. Già in passato, in occasione della realizzazione del Ponte Delli Castelli, la struttura venne spostata più a monte proprio a seguito degli approfondimenti svolti dall’Università di Camerino e dalle note dell’allora INFS (oggi ISPRA), che confermarono l’eccezionalità della zona per l’avifauna migratoria e la presenza di un dormitorio frequentato da decine di migliaia di rondini.
Le richieste d’intervento urgente
Di fronte all’avanzare dei mezzi meccanici, le sigle ambientaliste chiedono risposte immediate agli enti competenti:
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Blocco immediato dei cantieri nella zona di foce del Fiume Saline per evitare ulteriori danni all’ecosistema;
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Riesame in autotutela della pratica ai sensi dell’art. 28 del D.Lgs. 152/2006 da parte del Comitato V.I.A., al fine di prevedere varianti di ripristino del canneto e adeguate misure di mitigazione e compensazione ambientale;
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Intervento dei Carabinieri Forestali per la verifica e la valutazione di un eventuale danno ambientale causato dalle modalità con cui è stata approvata la variante progettuale.



