L’Aquila. Il ricordo di Ruggero Canocchi continua a vivere attraverso l’amore della sua famiglia e i gesti di chi non vuole dimenticare. A mantenerne viva la memoria, questa volta, è la sorella Sofia, che ha scelto di dedicargli un dipinto, trasformando il proprio sentimento in un’opera capace di raccontare un legame profondo e indissolubile.
Un gesto intimo, carico di significato, che ha suscitato la commozione della comunità scolastica dell’IIS A. Bafile/F. Muzi. L’istituto ha voluto rendere omaggio alla sensibilità della giovane attraverso un messaggio pubblicato sui social, sottolineando la forza espressiva del suo lavoro e la capacità dell’arte di dare voce anche alle emozioni più difficili da raccontare.
Chi era Ruggero, giovane promessa del rugby aquilano
Ruggero aveva soltanto 16 anni ed era un giovane atleta della Rugby Experience School L’Aquila, società nella quale era cresciuto sportivamente coltivando la passione per la palla ovale. Giocava nel ruolo di mediano di mischia e si era già fatto notare nel rugby giovanile: con la formazione Under 16 della Rugby Experience aveva conquistato il trofeo nazionale Mario Lodigiani, una delle competizioni di riferimento per la categoria. Per la stagione successiva era passato all’Under 18.
La sua vita si è spezzata improvvisamente il 15 settembre 2026, dopo un grave incidente stradale avvenuto la sera precedente lungo la strada Mausonia, alla periferia dell’Aquila. La minicar che guidava era uscita di strada finendo contro un albero. Soccorso e trasportato all’ospedale San Salvatore in condizioni disperate, il ragazzo era stato sottoposto a interventi chirurgici d’urgenza, ma le sue condizioni si erano aggravate fino alla tragica notizia della morte.
La scomparsa di Ruggero aveva gettato nel dolore la sua famiglia, gli amici, i compagni di scuola e tutto il mondo del rugby aquilano. Numerosi i messaggi di cordoglio, mentre la Federazione Italiana Rugby aveva disposto un minuto di silenzio sui campi italiani nel fine settimana del 19 e 20 settembre in sua memoria.
Un dipinto per custodire un amore che non finisce
A distanza di settimane da quella tragedia, il ricordo del giovane torna attraverso il gesto della sorella Sofia. Il dipinto che gli ha dedicato rappresenta una forma personale di vicinanza, un modo per dare spazio a sentimenti che spesso sfuggono alle parole e per continuare a custodire la presenza di una persona amata.
«Con una sensibilità rara, Sofia ricorda il fratello Ruggero in un lavoro di un’intensità che commuove», scrive l’IIS A. Bafile/F. Muzi nel proprio messaggio.
L’istituto rivolge alla giovane «i più sinceri complimenti per aver saputo tradurre un sentimento così intimo in un’opera di grande spessore», riconoscendo nel dipinto non soltanto il valore artistico, ma soprattutto la profondità emotiva del gesto.
«La scuola si stringe attorno a lei, consapevole che l’arte resta il mezzo più potente per onorare chi portiamo nel cuore», conclude il messaggio.
Parole che esprimono vicinanza a Sofia e alla sua famiglia, ma che restituiscono anche il significato più universale dell’opera: il tentativo di trasformare il dolore in memoria, affidando ai colori ciò che il cuore fatica a esprimere.
Ruggero non c’è più, ma il suo ricordo continua a vivere negli affetti, nelle amicizie, nella passione sportiva condivisa con i compagni e nei gesti di chi gli ha voluto bene. Il dipinto di Sofia diventa così una dedica che supera il tempo e l’assenza, testimonianza di un amore fraterno che resta vivo e che nessuna perdita può cancellare.



