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La ripresa in Abruzzo deve passare per la digitalizzazione

Redazione Cronaca di Redazione Cronaca
8 Dicembre 2021
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Il governo e l’Unione Europea hanno identificato la digitalizzazione come uno degli elementi fondamentali per la ripresa dalla crisi legata alla pandemia. Nonostante il rapido progresso verso una società più digitale, reso necessario da lockdown e restrizioni, l’Italia ha ancora molto lavoro da fare per raggiungere gli altri paesi europei. L’Abruzzo è ancora più indietro, sotto la media nazionale anche per quanto riguarda le competenze dei cittadini. Diamo allora uno sguardo al panorama attuale e alla direzione verso cui muoversi in futuro.

Progresso digitale legato alla pandemia

Volenti o meno, gli italiani sono stati costretti nel 2020 a ricorrere a internet per accedere a servizi, fare acquisti, lavorare, studiare e rimanere in contatto con i propri cari. È cresciuto quindi l’uso di servizi di banking online, si è visto un boom degli acquisti in negozi virtuali e una piattaforma come Zoom è diventata parte della vita quotidiana di molti. Da un lato ciò ha creato per forza di cose nuove competenze anche tra i più restii nei confronti del digitale. Dall’altro sono però emerse le difficoltà di alcune zone del paese, dove le connessioni e la rete internet non erano adeguate alle nuove esigenze di traffico online. Questo è particolarmente vero per le aree agricole, montuose, oppure come l’Abruzzo colpite da catastrofi naturali. 

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Senza dubbio è nata una nuova consapevolezza riguardo all’importanza delle competenze digitali, come mostra il crescente interesse per scuole e corsi formativi nel settore informatico. Enti privati come aulab offrono corsi intensivi per imparare a programmare in pochi mesi, con un approccio pratico che aiuta a fare progressi rapidi grazie all’esperienza diretta di tecniche e strumenti. Chi segue questo tipo di percorso può iniziare subito a cercare lavoro come programmatore web, oppure specializzarsi ulteriormente per una carriera diversa nel settore informatico. Con la possibilità di imparare online, e poi di lavorare in remoto, si possono creare opportunità anche per chi risiede in aree economicamente svantaggiate, a patto che le istituzioni si muovano per fornire infrastrutture e connessioni internet adeguate.            

Problemi e criticità in Italia e Abruzzo

Nonostante i passi avanti a cui abbiamo accennato, l’Italia deve ancora fare i conti con alcuni problemi di difficile risoluzione. Secondo il rapporto DESI (Digital Economy and Society Index), il nostro paese è tra gli ultimi in Europa dal punto di vista dello sviluppo digitale. Guardando alle diverse regioni, l’Abruzzo è sotto alla media nazionale (53,8 punti), fermandosi a 41,1. Le aree in cui la regione è particolarmente indietro sono la digitalizzazione della PA e l’integrazione delle tecnologie digitali. Pur trattandosi di dati pre-pandemia, indicano sicuramente la necessità di concentrare più sforzi e risorse nello sviluppo di competenze, strumenti e tecnologie digitali. 

Anche dal punto di vista dell’uso di internet l’Abruzzo è distante dalla media europea. Secondo dati Eurostat, gli abruzzesi che si connettono alla rete quotidianamente sono il 72%, mentre nella UE si raggiunge l’80%. L’utilizzo che fanno di internet è poi relativamente semplice, concentrandosi su social media e intrattenimento, a scapito di servizi più avanzati come home banking o acquisti in linea.

Infine, sia a livello nazionale che regionale sono ancora troppo poche le persone che intraprendono un percorso di studi in campo tecnico-scientifico. In Italia i laureati in materie STEM sono appena l’1,1%, mentre arrivano a 3,6% nell’Unione Europea. È auspicabile che i fondi del PNRR contribuiscano ad aumentare l’interesse per gli studi in questo settore, che offre e continuerà a offrire ottime possibilità di carriera e crescita personale. In questo senso, anche i citati corsi di formazione professionale dovrebbero diventare una scelta più comune, per acquisire competenze digitali specifiche in tempi più brevi.

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