Stella Maris, Rifondazione: “Dopo anni prende forma il progetto che avevamo indicato”

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Montesilvano. “Ancora una volta le proposte innovative di Rifondazione Comunista si concretizzano con molti anni di ritardo. Purtroppo dopo che si sono persi tanti soldi e tanto tempo perso”, queste le parole di

Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Corrado Di Sante, co-segretario regionale di Rifondazione Comunista, in una nota congiunta.
“Per decenni le diverse amministrazioni hanno speso milioni di euro per il recupero della Stella Maris a Montesilvano- dichiarano- senza avere un progetto concreto di utilizzo e lasciando ogni volta andare in degrado la struttura appena ristrutturata. Questa incapacità progettuale ha lasciato questa importante struttura architettonica vuota e inutilizzata mentre avrebbe potuto diventare un polo di rivitalizzazione della riviera di Montesilvano che durante autunno e inverno si desertifica”.
“Per questo – spiegano Acerbo e Di Sante- nel 2012 proponemmo che la Stella Maris fosse destinata a studentato dell’Università. Analoga proposta l’avevamo fatta a Pescara per l’ex Ferrhotel di Corso Vittorio Emanuele ed è in via di realizzazione dopo essere stata inserita come previsione del PRG e dopo averla salvata da progetti speculativi ottenendo il vincolo della Soprintendenza. Ora finalmente nella Stella Maris, anche se in forma parzialmente diversa da quella da noi prevista, si realizza l’opzione universitaria che avevamo indicato.
Oggi è l’Università D’Annunzio a intervenire prevedendo aule studio, foresterie, summer school, scuole extracurriculari internazionali e altre attività. Non entriamo nel merito del progetto se non per sottolineare che è un fatto positivo che un edificio storico di pregio torni ad avere una funzione pubblica. E’ la dimostrazione che i vincoli storico-architettonici rappresentano occasioni per valorizzare gioielli ereditati dal passato”.
Sottolineano poi “Rivendichiamo di essere stati noi a condurre importanti battaglie, con le associazioni, per la difesa delle architetture storiche anche di epoca fascista perchè comunque rappresentano un patrimonio fondamentale di alto valore. A Pescara ci fu il paradosso che noi di Rifondazione Comunista ci mobilitammo per salvare la ex-Centrale del Latte del 1932, progettata da un grande architetto del Ventennio come  Florestano Di Fausto, mentre la destra consentì l’abbattimento.
Mentre la politica è solita assecondare le spinte speculative rivendichiamo di aver sempre proposto una visione incentrata sulla valorizzazione della storia, dell’ambiente, del paesaggio, della qualità della vita.
Non a caso fummo noi a immaginare e proporre, all’inizio contro tutti, il progetto del Ponte del Mare che negli anni ’90 sembrava un’idea stramba e ora è diventato il simbolo di Pescara e dell’area metropolitana. Purtroppo la politica si accontenta di competere nel regalare volumi edilizi alla speculazione invece di immaginare la città come bene comune. La distruzione della pianificazione urbanistica nella nostra realtà, a causa delle pessime scelte della Regione e dei comuni, è purtroppo dilagante. Il recupero della Stella Maris quindi appare un segnale positivo per la nostra area metropolitana.- concludono Acerbi e Di Sante- Dopo esserci complimentati con l’Università per la Stella Maris non possiamo fare lo stesso per quanto riguarda l’area ex-COFA dove si ignorano i vincoli del PSDA”.