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IncontriLive: intervista allo scrittore Raul Montanari

Roberta Di Pascasio di Roberta Di Pascasio
14 Settembre 2022
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È difficile racchiudere Raul Montanari in poche parole.

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Lavora nel mondo della scrittura – letteratura, teatro, cinema – da più di trent’anni, autore di romanzi (per Mondadori, Feltrinelli, Marcos y marcos, Rizzoli, Einaudi, Baldini+Castoldi), di racconti, di una raccolta di testi teatrali e di un libro di poesie diventato un best seller, scritto insieme a Aldo Nove e Tiziano Scarpa; ha tradotto per le scene opere di Seneca, Sofocle, Shakespeare e Schnitzler, pubblicato traduzioni dalle lingue classiche e moderne (tra cui Poe, Oscar Wilde, Borges, Philip Roth, Cormac McCarthy), scritto sceneggiature e molto altro. Nel 2012 ha ricevuto l’Ambrogino d’oro, il massimo riconoscimento istituzionale della città di Milano: nella motivazione viene riconosciuto e apprezzato anche il suo lavoro nel campo dell’insegnamento delle tecniche narrative. I suoi corsi, amati e ricercati, sono stati classificati fra i migliori d’Italia grazie a pubblicazioni e gratificazioni ottenute poi dagli allievi, ma anche – e forse è il suo punto di forza – per un’atmosfera di piacere condiviso, di sorriso, di sinergia “un’atmosfera in cui l’impegno è accompagnato forse perfino dal sollievo rispetto a certe angustie sconfortanti della vita quotidiana”.

Soprattutto, Raul Montanari è una bella persona, di rara disponibilità e gentilezza.

Liberamente ispirata al “Questionario di Proust”, ecco la nostra intervista:

Il tratto principale del tuo carattere?

– La ricerca dell’obiettività in ogni circostanza. La fiducia che la verità esista anche nelle piccole cose.

Il tuo peggior difetto? 

– Speravo tanto di finire fra i lussuriosi, ma ho paura che all’Inferno sarò fra gli iracondi.

Cosa ti colpisce in una donna?

– Le stesse cose che mi colpiscono in un uomo, sesso a parte.

Cosa ammiri in un uomo?

– Carisma fisico, intelligenza e gentilezza. Quest’ultima quando è profonda, non pro forma.

Cosa apprezzi di più dei tuoi amici?

– Ho sempre vissuto l’amicizia in modo simile all’amore. È un’attrazione inspiegabile che può assumere aspetti differenti da persona a persona.

Meglio una bugia rasserenante o una verità crudele?

– Servono le une e le altre, a seconda delle circostanze.

Il dubbio è un omaggio alla speranza?

– Senza il dubbio non si chiama nemmeno speranza, è solo illusione.

Il tuo passatempo preferito?

– Pesca a mosca e scacchi. Sono più bravo a pesca, però.

Cosa sogni per la tua felicità?

– La felicità è un conto chiuso, per me. Dovrò accontentarmi di generi di conforto alternativi: soddisfazione, allegria, spensieratezza…

Quale sarebbe, per te, la più grande disgrazia?

– Non poter più godere della bellezza del mondo.

Un libro imprescindibile?

– Shakespeare ha detto tutto quello che c’è da dire sugli uomini. Kafka ha detto poche cose, ma sono quelle essenziali.

Se fossi un supereroe, chi vorresti essere?

– Devil!

Cosa detesti?

– Molti comportamenti miei e altrui, ma la malafede ha il potere di mandarmi in bestia.

Un personaggio della storia che odi più di tutti?

–  Non è facile rispondere con un solo nome. Tutti quelli che hanno esercitato il potere in modo insensato e crudele.

Un autore classico sopravvalutato?

– Un classico costruisce una casa: chi sono io per dire che è una brutta casa? Al massimo posso dire che in quella di Mann sto più comodo che in quella di Proust.

Un autore contemporaneo sottovalutato?

– Ce ne sono troppi. Questa è una cosa che ho imparato: noi non abbiamo idea delle grandezze che rimangono sconosciute nell’ombra. Vale anche per il passato.

Un dono che vorresti avere?

– Saper usare bene quelli che ho già.

Come vorresti morire?

– In qualsiasi modo ma non nel sonno. Sulla riva di un fiume andrebbe benissimo, con gli occhi bene aperti.

Come ti senti attualmente?

– Come se aspettassi un treno con il sospetto fondato che sia stato soppresso.

Di cosa ti senti in colpa?

– Di tutte le idiozie che ho detto nella mia vita, ma più ancora di tutte le volte che ho fatto soffrire inutilmente qualcuno che non lo meritava.

Essere adulti è essere soli?

– Direi che si è più soli da ragazzi e da vecchi.

Il vero lusso è la capacità di sognare?

– Forse la capacità di realizzare i propri sogni.

Tre cose che salveresti dalla fine del mondo

– Il bagliore dell’aurora. Lo scrosciare di un torrente. L’odore della pietra calda d’estate, quando piove.

Lascia scritto il tuo motto della vita:

– Ogni volta che ho avuto fretta ho sbagliato.

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