L’Aquila. Ventinove linee di recapito in meno e uffici con meno personale. Cgil e Slc Cgil della provincia dell’Aquila contestano il piano di riorganizzazione di Poste Italiane e annunciano una mobilitazione.
Francesco Marrelli e Marilena Scimia chiedono un confronto immediato con l’azienda e l’intervento delle istituzioni locali per fermare i tagli. Secondo i dati riportati dai sindacati, in quarant’anni gli uffici postali operativi nella provincia sono scesi da 212 a 159, con una riduzione del 25%. Il nuovo piano prevede la soppressione di 20 linee di recapito di base e nove business. “Poste Italiane sta abbandonando, quindi, le aree interne”, denunciano Marrelli e Scimia.
A Montereale vengono indicate due linee di consegna in meno sulle cinque esistenti e il passaggio dell’ufficio da un direttore e due operatori a un direttore e un operatore. Il piano, riferiscono i sindacati, comprende anche il declassamento di altri nove uffici da A2 a B, quello di Castelvecchio Subequo da A2 a C, con il solo direttore, e la trasformazione di dieci uffici B in strutture monoperatore. La denuncia riguarda le ricadute su utenti e dipendenti: più attese agli sportelli e percorsi più lunghi per i portalettere, a parità di orario. In un territorio montuoso e con collegamenti difficili, avvertono Cgil e Slc Cgil, la riduzione dei servizi penalizza soprattutto gli anziani e chi ha difficoltà a spostarsi.



