CAMPLI. Si è svolto a Campli un Consiglio comunale particolarmente infuocato, incentrato sul più grande finanziamento mai concesso al Comune, pari a 6,8 milioni di euro. Tali risorse, destinate al consolidamento del versante in frana di Castelnuovo di Campli, risultano tuttavia bloccate da quasi dieci anni a causa di una gestione amministrativa definita spavalda e inconcludente dalla minoranza.
L’opposizione ha espresso un duro giudizio sull’operato del sindaco Agostinelli, accusato di aver voltato le spalle ai cittadini organizzando la seduta consiliare alle ore 15, un orario lavorativo che ha impedito la partecipazione dei residenti, e negando la possibilità di posticiparla alle 18. Viene inoltre evidenziata la grave assenza del Commissario e senatore Castelli, dello stesso colore politico del primo cittadino. Secondo la minoranza, il sindaco continua a negare le evidenze, a partire dal dissesto finanziario di quasi 7 milioni di euro fino ai ritardi quasi decennali nell’avvio dei lavori.
Per superare lo stallo, la minoranza aveva presentato un ordine del giorno, non ammesso alla discussione per cavilli legati al regolamento, con cui si chiedeva di sostituire il Comune di Campli come soggetto attuatore e di affidare l’intervento alla Struttura Commissariale o all’USR Abruzzo. La richiesta era motivata dalle continue criticità negli uffici comunali e dalle problematiche sollevate dagli stessi responsabili del procedimento.
Particolarmente complessa appare la situazione legata al Responsabile Unico del Procedimento (RUP). Il sindaco ha infatti rimosso un ingegnere che seguiva l’appalto, innescando un contenzioso legale con una richiesta di danni verso il Comune pari a 150 mila euro, per sostituirlo con un avvocato. Quest’ultimo, secondo quanto emerso, sarebbe privo dei requisiti necessari e avrebbe già chiesto per quattro volte di essere sostituito senza ricevere risposta. Con la recente riorganizzazione degli uffici, il nuovo RUP è stato posto gerarchicamente sotto le direttive del vecchio RUP, generando un’evidente sovrapposizione di ruoli che paralizza il cantiere.
Particolare allarme suscita il capitolo delle risorse finanziarie. L’USR Abruzzo ha già erogato al Comune oltre 2 milioni di euro a titolo di anticipazione. Di questi, circa 250 mila euro sono stati impiegati per la progettazione, ma sul restante importo di circa 1,8 milioni di euro non è stata data alcuna spiegazione. Dagli atti ufficiali, i fondi vincolati destinati all’opera risultano ormai azzerati e la maggioranza ha risposto con il silenzio alle precise domande avanzate in aula dall’opposizione.
Nel corso del Consiglio, il sindaco ha tentato di rassicurare l’aula leggendo una lettera dell’USR relativa al progetto esecutivo. Una mossa ritenuta irrilevante dalla minoranza, la quale ha ricordato che la verifica tecnica spetta esclusivamente alla società di verifica incaricata e non a una lettera usata a fini politici.
Mentre il costo dell’opera è già lievitato di 850 mila euro, somme che potrebbero rivelarsi insufficienti, circa 30 nuclei familiari continuano a percepire il contributo per il disagio abitativo da quasi dieci anni, vivendo in una frazione ormai ridotta a un quartiere fantasma. La minoranza ha confermato la propria vicinanza al Comitato locale e ha annunciato che trasmetterà un dossier dettagliato con tutta la documentazione sia all’ANAC sia alla Corte dei Conti.



