L’Aquila. «Non chiamatela emergenza, questa è una crisi strutturale». Così, denuncia Filt Cgil sullo stato del trasporto su ferro: «organici insufficienti, mancato turnover, programmazione carente e collegamenti con Roma cancellati. Da mesi chiediamo un confronto, ma azienda e politica continuano a voltarsi dall’altra parte».
Già il mese scorso, Tua aveva avuto gravi difficoltà, con pesanti soppressioni del trasporto. Le cancellazioni nella circolazione ferroviaria di oggi si protraggono in realtà da ben tre giorni consecutivi, spiega Aurelio Di Eugenio e «non possono e non devono diventare un alibi per nascondere o minimizzare problemi strutturali che, come organizzazione sindacale, denunciamo da anni».
Si tratterebbe di criticità strutturali che da tempo interessano la divisione ferroviaria. Problematiche cronicizzate che toccano sia la riduzione del personale che la gestione del lavoro. «In particolare, la carenza di organico di personale di bordo, tra cui macchinisti e capitreno ─ riferisce il segretario della Filt ─ e che ha determinato la soppressione di diversi servizi ferroviari. Una situazione che non può essere ricondotta esclusivamente all’emergenza contingente».
Secondo la Filt, da anni Tua vive una condizione di sofferenza organizzativa sul versante treni. Si scontano, sempre a detta della categoria Cgil, i mancati reintegri, quindi l’assenza di conducenti e di programmazione del servizio, che oggi ha portato alla soppressione per la quarta volta di fila del collegamento Pescara-Roma.
«Non stiamo parlando di un collegamento con una piccola frazione» rilancia Di Eugenio. «Stiamo parlando della Capitale. A pagare il prezzo di questa situazione sono soprattutto i pendolari, gli studenti e i lavoratori che ogni giorno utilizzano il treno per i propri spostamenti da e verso le aree interne».
È, però, un conflitto aperto da tempo, che ha appunto avuto varie fasi di contatto e di scontro con l’amministrazione per via delle molteplici richieste inviate dal sindacato e che, a loro detta, non hanno ricevuto risposta da Tua. Dopo, dunque, questi disservizi, Di Eugenio denuncia l’unilateralità dell’azione dell’azienda, che ha dato disdetta all’accordo sul limite alla guida giornaliera, imponendo de facto lo straordinario sul personale viaggiante. Scelta che Filt considera grave, perché scarica «ancora una volta sul personale le conseguenze delle proprie carenze organizzative».
Alla richiesta di maggior rispetto per i lavoratori e di un’armonizzazione della gestione delle tratte su ferro (nonché della più complessiva efficienza del servizio), la categoria dei ferrovieri denuncia i silenzi della politica regionale, innanzi a queste ripetuti appelli ad assumere personale e dialogare coi dipendenti già presenti.
Qui, poi, l’accusa: «la dirigenza deve assumersi le proprie responsabilità e dare risposte concrete. Se chi è chiamato a gestire il servizio non è in grado di affrontare e risolvere problemi che vengono denunciati da anni, allora deve avere il coraggio di fare un passo indietro». «Quello che non possiamo più accettare» chiude il sindacalista «è che a pagare siano sempre i lavoratori e, soprattutto, gli utenti. Ora basta parole, basta silenzi. Serve un confronto e servono risposte e soprattutto soluzioni».



