Pescara. Una cerimonia solenne si è svolta oggi nella piazza a lui intitolata per ricordare il trentennale dell’uccisione del maresciallo capo dei Carabinieri Marino Di Resta, rimasto vittima di un conflitto a fuoco dopo una rapina a Francavilla al Mare che lo aveva visto intervenire per difendere un rappresentante di preziosi.
La commemorazione, organizzata dal Comando provinciale dei Carabinieri di Pescara con una solennità particolare per la ricorrenza dei trent’anni, si è aperta con una toccante cerimonia militare nella piazza a lui intitolata. Alla presenza della vedova, la dottoressa Giuseppina Franzoni, dei figli e delle massime autorità civili e militari, è stata deposta una corona d’alloro mentre un picchetto armato rendeva gli onori.
Il comandante interregionale carabinieri “Ogaden”, generale di corpo d’armata Rosario Castello, ha ricordato il maresciallo Di Resta come figura che si colloca «a pieno titolo tra i martiri dello Stato», sottolineando come il suo estremo sacrificio rappresenti «un esempio luminoso dei valori ai quali ogni militare presta giuramento». Il generale Castello ha rinnovato l’impegno dell’Arma a custodire e tramandare la memoria del maresciallo, affinché il suo esempio continui a ispirare le future generazioni di chi indossa l’uniforme.
La commemorazione è proseguita nell’auditorium Aurum, dove sono state esposte le tele originali del calendario 2026 dell’Arma, realizzate dal pop artist Luigi Valeno, in arte Renè, presente all’evento. In questa cornice si è svolta la premiazione del concorso rivolto agli studenti del quarto anno delle scuole superiori del capoluogo: la vedova di Di Resta ha messo a disposizione delle borse di studio per le vincitrici, i cui elaborati avevano come tema il valore del coraggio, dell’altruismo e del senso civico incarnati dal maresciallo.
Al termine della premiazione, la fanfara della Legione Allievi Carabinieri di Roma ha eseguito una breve esibizione. La vedova Giuseppina Franzoni, intervenuta durante la commemorazione, ha ringraziato le istituzioni per la vicinanza dimostrata in questi anni e ha rievocato con commozione la vita accanto a un marito descritto come affettuosissimo, per il quale l’essere Carabiniere era stata la ragione di vita.
La giornata ha ribadito il valore simbolico della memoria: il sacrificio del maresciallo Di Resta è stato presentato come modello di dedizione e responsabilità civica, un monito rivolto soprattutto ai giovani affinché la sua storia alimenti rispetto, solidarietà e senso del dovere nella comunità.



