L’Aquila. Il diritto allo studio e la prevenzione della violenza di genere tornano al centro del confronto politico in Abruzzo. A riaccendere l’attenzione sui due temi è il Partito Democratico, che chiede di riavviare l’iter in Quinta Commissione del Consiglio regionale dei progetti di legge depositati nel 2024.
Dopo un anno dall’avvio della discussione e due anni dal deposito dei provvedimenti, il capogruppo Silvio Paolucci ha presentato una richiesta ufficiale per riprendere l’esame dei testi, con il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali e delle rappresentanze studentesche. Sulla stessa linea i Giovani Democratici d’Abruzzo, che annunciano il sostegno alle mobilitazioni studentesche previste per questo autunno.
La richiesta di Paolucci riguarda i progetti di legge 39/2024 sul diritto allo studio e 40/2024 sull’educazione e la prevenzione della violenza di genere. I due provvedimenti avevano iniziato il proprio percorso in Commissione esattamente un anno fa, dopo due anni di attesa, con le prime audizioni, tra cui quelle dei Giovani Democratici, che avevano contribuito all’elaborazione della proposta sul diritto allo studio, e della Conferenza delle Donne Democratiche, che aveva lavorato alla proposta sull’educazione contro la violenza di genere. Da allora, però, l’iter si è fermato.
Nella richiesta inviata al presidente della Quinta Commissione, Paolo Gatti, viene chiesta la ripresa dell’esame dei due testi, preceduta da un nuovo ciclo di audizioni che coinvolga le organizzazioni sindacali della scuola – CGIL, CISL, UIL e COBAS – e le organizzazioni e rappresentanze studentesche, per arrivare successivamente alla discussione dei provvedimenti in sede deliberativa.
“È trascorso un anno dalla prima discussione e due anni dal deposito delle leggi, riteniamo che non ci siano più ragioni per lasciare fermi due provvedimenti che intervengono su questioni fondamentali per il sistema scolastico e per le nuove generazioni – dichiara Silvio Paolucci, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale –. Abbiamo quindi chiesto ufficialmente al presidente Gatti di riportare i testi in Commissione, completando prima il percorso di ascolto con i sindacati e con le rappresentanze degli studenti. Diritto allo studio, contrasto alle disuguaglianze e prevenzione della violenza di genere devono tornare concretamente nell’agenda della Regione Abruzzo. L’obiettivo deve essere quello di concludere finalmente il lavoro iniziato un anno fa e consentire alla Commissione e poi al Consiglio di pronunciarsi nel merito”.
“Questa richiesta arriva dopo le iniziative che come Giovani Democratici abbiamo promosso nelle scorse settimane per riportare al centro del dibattito pubblico la scuola, l’università e il diritto allo studio – dichiarano Saverio Gileno, segretario regionale dei Giovani Democratici d’Abruzzo e Federico Proterra, responsabile Scuola dei GD Abruzzo –. Volantinaggi davanti alle scuole di tutta la regione e il presidio davanti all’ex FerrHotel di Pescara, luogo simbolico delle tante questioni ancora aperte sul diritto allo studio e sulla residenzialità universitaria, in questo modo abbiamo voluto porre il tema di quanto ancora ci sia da fare per garantire davvero pari opportunità nell’accesso all’istruzione”.
“Adesso – proseguono Gileno e Proterra – a quella mobilitazione si aggiunge un atto istituzionale concreto. Chiediamo che la Regione torni a discutere le due leggi e che ascolti direttamente studenti, studentesse, lavoratrici e lavoratori della scuola. Non vogliamo che il tema dell’istruzione venga affrontato soltanto in occasione dell’inizio dell’anno scolastico: servono scelte politiche strutturali, investimenti e una Regione capace di esercitare fino in fondo le proprie competenze. Questo autunno saremo inoltre al fianco delle studentesse e degli studenti nelle loro mobilitazioni, portando anche nelle piazze le nostre proposte sul diritto allo studio, sul costo dell’istruzione, sui trasporti, sulle residenze universitarie, sugli spazi scolastici e universitari e sulla necessità di investire nell’educazione al rispetto e nella prevenzione della violenza di genere. La scuola e l’università devono tornare a essere una grande questione politica regionale e nazionale, partendo dall’ascolto di chi ogni giorno le vive” concludono.



