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Cosa ci fa la sabbia del deserto sulle montagne innevate dell’Appennino abruzzese? Ecco la spiegazione scientifica

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L’Aquila. La sabbia proveniente direttamente dal deserto si è depositata sulla montagne innevate dell’Appennino abruzzese, come testimoniato da diverse fotografie. Il fenomeno, spiegato scientificamente, sarebbe dovuto ad una particolare condizione atmosferica e meteorologica nota come aerosol desertici. “L’atmosfera terrestre è, infatti, composta per il 78% da azoto, 21% di ossigeno, mentre il restante 1% è formato da elementi in grado di alterare il clima terrestre, come ad esempio i gas serra e gli aerosol”, scrive Paolo Tuccella, ricercatore presso il CETEMPS dell’Università degli Studi dell’Aquila e socio dell’Associazione meteo Aq Caput Frigoris. “Gli aerosol sono particelle sospese in atmosfera di origine sia naturale che antropica. Tra i vari tipi di aerosol ci sono le particelle di origine desertica. Quelli naturali sono emessi nelle zone desertiche e semidesertiche del pianeta, oppure nelle aree dove vi è un forte deficit pluviometrico. Le polveri terrigene di origine antropica si originano sui suoli disturbati dall’attività dell’uomo come la deforestazione, l’agricoltura intensiva, il disseccamento dei laghi o il prosciugamento dei bacini idrici dovuto al riscaldamento globale indotto dall’uomo”.

Gli areosol o “dust, una volta emessi, sono trasportati su tutto il globo dalla circolazione atmosferica e vengono depositati al suolo dalle precipitazioni e dai moti turbolenti. Quando gli aerosol desertici si depositano sulle superfici innevate riducono l’albedo del manto nevoso, ovvero la capacità della neve di riflettere la luce solare. Di conseguenza, la maggiore quantità di radiazione assorbita dalla superficie innevata aumenta la temperatura in prossimità del suolo accelerando di conseguenza lo scioglimento del manto nevoso. L’aerosol desertico sospeso in atmosfera è depositato dalla precipitazioni sul manto nevoso sui monti dell’Italia Centrale compresi i rilievi dell’Appennino abruzzese”.  La foto allegata all’articolo è stata scattata a Campo Imperatore.

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