L’Aquila. “Quanto accaduto al quaderno di vetta del Corno Grande, sul Gran Sasso, con pagine strappate e materiali danneggiati, non può essere liquidato come un semplice episodio di incuria. È un segnale preoccupante di una cultura della frequentazione della montagna che troppo spesso dimentica il valore dei luoghi, la loro storia e il rispetto che meritano”. Lo hanno dichiarato i membri del Conalpa L’Aquila.
“La montagna non è un luna park. Non è uno spazio da consumare, un fondale per fotografie da esibire o un palcoscenico sul quale lasciare il segno a ogni costo. È un ambiente naturale fragile, un patrimonio collettivo e un luogo di memoria, fatica, silenzio e responsabilità.
Un quaderno di vetta non è soltanto un insieme di pagine su cui annotare il proprio passaggio. È una testimonianza della presenza umana in alta quota, un archivio spontaneo di emozioni, incontri, imprese e ricordi personali. Può custodire parole lasciate da chi non c’è più, frammenti di storie familiari e tracce di generazioni di frequentatori della montagna. Danneggiarlo significa rischiare di cancellare qualcosa che non potrà essere ricostruito.
Il problema, tuttavia, va oltre il singolo episodio. Da tempo assistiamo a una visione sempre più consumistica della montagna, trattata come un prodotto turistico da sfruttare, un luogo da raggiungere rapidamente e utilizzare senza interrogarsi sulle conseguenze dei propri comportamenti. Quando tutto viene ridotto alla prestazione, alla fotografia, alla conquista della vetta o alla ricerca di un’esperienza da esibire, il rispetto rischia di diventare un optional.
È una deriva culturale che deve far riflettere istituzioni, operatori turistici, associazioni e singoli frequentatori. Promuovere la montagna senza promuovere, allo stesso tempo, educazione ambientale, consapevolezza e rispetto significa alimentare un modello sbagliato di fruizione. Non basta invitare le persone a salire in quota: occorre anche insegnare loro come starci.
La responsabilità individuale resta fondamentale. Chi frequenta un ambiente naturale deve sapere che ogni gesto ha un peso: non abbandonare rifiuti, non danneggiare strutture e testimonianze, non alterare ciò che appartiene alla collettività. La libertà di vivere la montagna non può trasformarsi nella pretesa di disporne a proprio piacimento.
CONALPA L’Aquila richiama quindi l’attenzione sulla necessità di rafforzare una cultura della montagna fondata sulla conoscenza, sulla tutela e sul senso del limite. È necessario restituire centralità all’educazione ambientale, alla cura dei beni comuni e alla trasmissione di quei valori che dovrebbero accompagnare ogni escursione: rispetto, sobrietà, responsabilità e consapevolezza.
Auspichiamo che i frammenti recuperati del quaderno possano essere affidati ai soggetti competenti e che venga fatto tutto il possibile per conservarli e ricostruirne, ove possibile, la storia. Al tempo stesso, riteniamo importante che episodi simili diventino un’occasione di riflessione pubblica, non soltanto di indignazione momentanea.
La montagna non ci appartiene: ci viene affidata, anche solo per il tempo di un’escursione. Il nostro compito è lasciarla integra, rispettarne le testimonianze e consegnarla a chi verrà dopo di noi almeno nelle condizioni in cui l’abbiamo trovata.
Perché una vetta non si onora soltanto raggiungendola. La si onora soprattutto rispettandola”.


