Chieti. Mancata prevenzione, dissesto idrogeologico e la necessità imperativa di una transizione ecologica immediata e giusta sono stati i temi al centro della manifestazione unitaria tenutasi a Chieti, promossa dalle organizzazioni giovanili del centrosinistra abruzzese: Unione Giovani di Sinistra, Giovani Democratici, Network Giovani e Giovani Europeisti Verdi.
Sotto lo slogan “Il clima è rotto, ma noi cambiamo rotta”, i rappresentanti dei movimenti si sono dati appuntamento per un flash-mob volto a riaccendere i riflettori sulle emergenze territoriali e ambientali che stanno colpendo l’Abruzzo, dalla siccità agli incendi estivi, fino alla fragilità idrogeologica che minaccia diversi comuni della provincia chietina.
L’iniziativa ha visto un’ampia partecipazione istituzionale e associativa. Tra i presenti figuravano Alex Giaccio, Coordinatore Regionale dell’Unione Giovani di Sinistra, Saverio Gileno, Segretario Regionale dei Giovani Democratici, e Giovanni Legnini, Sindaco di Chieti, affiancato da altri amministratori locali. A supportare la mobilitazione era presente anche Luciano D’Amico, capogruppo dell’opposizione al Consiglio Regionale dell’Abruzzo e candidato del centrosinistra alle elezioni suppletive della Camera dei Deputati previste per il 15 e 16 novembre 2026.
Forte il sostegno del mondo ambientalista con l’intervento di Francesco Cerasoli, Presidente del WWF Abruzzo, che ha sottolineato il ritardo strutturale delle politiche ambientali ricordando come l’Italia e l’Abruzzo siano in colpevole ritardo sulla strada della conversione ecologica del proprio sistema energetico, produttivo e di pianificazione del territorio. Cerasoli ha ribadito che gli effetti del riscaldamento globale sono ormai sotto gli occhi di tutti e che il WWF continuerà a sostenere le giuste rivendicazioni dei giovani per una politica concretamente operosa di fronte a quella che ritiene una vera e propria questione esistenziale.
Ad aprire le dichiarazioni dei movimenti giovanili è stata Beatrice Centofanti, Vice referente del Network Giovani Abruzzo, la quale ha evidenziato come la piazza non abbia chiesto un favore ma preteso il diritto al futuro, ricordando i 2.532 ettari andati in fumo solo quest’estate e rifiutando la retorica di chi parla dei giovani come “il futuro” solo per rinviare le decisioni del presente.
L’esigenza di un cambio di passo strutturale è stata richiamata anche da Annachiara Di Lorenzo, Presidente Regionale dei Giovani Democratici Abruzzo, che ha denunciato l’inefficacia della politica delle passerelle di fronte a un territorio fragile stretto tra temperature in aumento, agricoltura in sofferenza ed erosione delle coste, pretendendo interventi seri di adattamento.
Sulle emergenze locali si è concentrata Francesca Avallone, referente di Chieti UGS, citando gli incendi nei boschi del Morrone, il dissesto nel Chietino e i roghi di Filippone arrivati a ridosso delle abitazioni come dimostrazione che la prevenzione non può più attendere. In conclusione, Daiana Della Loggia, dei Giovani Europeisti Verdi Abruzzo, ha richiamato l’identità dell’Abruzzo come regione verde d’Europa, interrogandosi sulla necessità di proteggere concretamente il patrimonio di montagne e biodiversità che la rende unica.
Il messaggio lanciato da Chieti resta chiaro e diretto: le organizzazioni giovanili chiedono che alle parole seguano azioni immediate, mettendo la difesa del territorio e la giustizia climatica al centro dell’agenda politica.



