Chieti. Il sindaco di Chieti, Giovanni Legnini, interviene per fare chiarezza sulla reale situazione finanziaria del Comune, segnata dal disavanzo di 23,3 milioni di euro emerso nel conto consuntivo del 2025. Una cifra, spiega il primo cittadino, che affonda le radici negli anni passati e che è stata aggravata da recenti disposizioni normative.
Legnini sottolinea la necessità di informare la cittadinanza su una “sfida che riguarda tutta la città, le famiglie e le imprese”, costrette a pagare aliquote massime a causa del dissesto dichiarato nel 2023. Il sindaco ricostruisce l’origine del disavanzo, attribuendolo in gran parte a un debito di circa 27 milioni di euro derivante dal Fondo anticipazioni liquidità, accumulato tra il 2013 e il 2020. A complicare il quadro, secondo quanto riportato nella lettera, è intervenuta una norma del Governo Meloni che impone ai Comuni di accantonare in un solo anno l’intero importo del debito, impedendo la precedente rateizzazione decennale.
Il primo cittadino respinge le critiche dell’opposizione, ricordando che “i debiti sono stati contratti dalle passate amministrazioni alle quali loro stessi hanno partecipato”. Legnini annuncia di aver chiesto un incontro con il Ministero dell’Interno per sollecitare una modifica normativa che permetta di spalmare il debito su un periodo più lungo, “al fine di consentire ai Comuni in difficoltà di spalmare il debito su un periodo più lungo, come è stato già fatto lo scorso anno per le Regioni indebitate”.
Guardando al futuro, l’amministrazione si sta muovendo su tre fronti: il consolidamento del bilancio corrente, l’accelerazione dell’accertamento del passivo e la richiesta di supporto al Governo e al Parlamento. Legnini conclude ribadendo l’impegno per superare questa fase complessa, sottolineando che “non si può scaricare una situazione così complessa solo sui cittadini e sulle imprese, del tutto incolpevoli, né sugli amministratori locali, senza supportarli con i necessari strumenti per poterla affrontare e risolvere”.



