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Centinaia di gastroenteriti nel paesino d’Abruzzo: opposizione, sindaco si sospenda

"Siamo alla vigilia di un maxi danno economico"

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Pescara. “Il sindaco e l’amministrazione si assumano le loro responsabilità ammettendo il fallimento su tutti i fronti: prevenzione, comunicazione e gestione. Si autosospendano dall’incarico e affidino
alla protezione civile regionale il governo dell’emergenza”.

Lo chiede il gruppo consiliare di opposizione ‘Solo passione’ del Comune di San Valentino in Abruzzo Citeriore dopo gli oltre 200 casi di gastroenteriti a causa di un batterio trovato nell’acqua potabile di un acquedotto gestito dal Comune.

“Siamo in piena emergenza – dicono i consiglieri di opposizione – e occorre una vera e propria assunzione di responsabilità da parte di tutti. I cittadini di San Valentino vanno tutelati a dovere e questo non è accaduto. Troppo tempo è passato, si doveva e si poteva intervenire subito. Noi potremmo approfittare di questo momento per chiedere le dimissioni del sindaco, ma non lo facciamo”.

“Ora – aggiungono – si devono preoccupare di rimborsare i cittadini che hanno subito danni fisici, economici e morali. Ad esempio i lavoratori autonomi, che non stanno lavorando e non hanno tutele, le persone anziane che già soffrono di problemi sociali e sanitari che si sono visti aggravare la condizione, le imprese che utilizzano l’acqua nel ciclo produttivo, i ristoranti, i bar. Siamo alla vigilia di un
maxi danno economico che esporrà l’amministrazione comunale a probabili risarcimenti con precedenti a favore dei concittadini e imprese danneggiate”.

“Urge la convocazione di un Consiglio comunale, ma soprattutto una assunzione di responsabilità dell’Amministrazione comunale e del Sindaco in prima persona. La competenza dell’acqua è in capo all’amministrazione e la responsabilità è del sindaco. Il danno d’immagine è enorme e difficilmente sanabile, i nostri ristoranti saranno penalizzati perchè utilizzano un acqua non
correttamente controllata, le pizzerie, le aziende di produzione alimentare. Qui non è una questione politica, in ballo c’è la vita delle persone”, concludono.

 

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