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Alisya e Sarah non si trovano, cresce l’angoscia per la sorte delle due sorelline

Associazione Penelope: "il papà non desidera altro che poter riabbracciare le sue figlie, sapere che stanno bene e riportarle a casa"

Alessandra Ciciotti di Alessandra Ciciotti
10 Giugno 2026
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Civitella Alfedena. Sono trascorsi diversi giorni dalla scomparsa di Alisya e Sarah, due sorelle di 16 e 12 anni svanite nel nulla dopo essersi allontanate da una struttura di accoglienza di Civitella Alfedena. Da quella notte, tra sabato e domenica, nessuna segnalazione utile ha consentito di rintracciarle.

 

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La vicenda ha fatto scattare una massiccia mobilitazione delle forze dell’ordine e delle associazioni impegnate nella ricerca delle persone scomparse. Tra queste, Penelope Abruzzo, che ha lanciato un appello pubblico invitando chiunque abbia informazioni a collaborare, anche in forma anonima. L’obiettivo è uno solo: ritrovare le due minorenni e riportarle al sicuro.

Restano ancora molti interrogativi sulle circostanze dell’allontanamento. Non è stato chiarito come le ragazze siano riuscite a lasciare la comunità né quali abiti indossassero al momento della scomparsa. Gli investigatori stanno esaminando ogni possibile pista e non escludono che le due possano aver ricevuto un aiuto esterno.

 

La Procura della Repubblica di Sulmona ha aperto un fascicolo per fare luce sull’accaduto. Le indagini sono affidate ai carabinieri delle compagnie di Castel di Sangro e Cassino, che stanno lavorando congiuntamente per ricostruire gli ultimi spostamenti delle sorelle e individuare eventuali contatti avuti prima della fuga.

Non appena appresa la notizia, il padre delle ragazze ha raggiunto Civitella Alfedena, incontrando gli operatori della struttura e presentando una denuncia di scomparsa ai carabinieri. Successivamente ha sporto un ulteriore esposto contro ignoti ipotizzando il reato di sottrazione di minore.

 

È stato lo stesso genitore a diffondere sui social l’appello per ritrovare le figlie. La scomparsa arriva in un momento particolarmente delicato per la famiglia, a pochi giorni da una decisione del tribunale che avrebbe revocato la responsabilità genitoriale alla madre. Un elemento che gli investigatori stanno valutando per comprendere se possa avere un collegamento con quanto accaduto. “Non riesco più a vivere con questa angoscia. Chiedo a chiunque le abbia viste o sappia qualcosa di aiutarci», è il messaggio lanciato dal padre, che teme per la loro incolumità”.

Secondo le informazioni diffuse dagli inquirenti, la maggiore delle due sorelle è alta tra 150 e 155 centimetri, ha una corporatura molto esile e lineamenti minuti. La più piccola, anch’essa magra, è alta circa 140 centimetri. Le ricerche si concentrano soprattutto tra Abruzzo e Lazio, aree nelle quali le giovani potrebbero essersi dirette secondo alcune indicazioni raccolte dagli investigatori. Con il passare delle ore aumenta la preoccupazione per la loro sorte e prende consistenza anche l’ipotesi che le due minorenni possano essere state aiutate o trattenute da qualcuno.

 

 

Le autorità invitano chiunque abbia notato movimenti sospetti o abbia informazioni utili a contattare immediatamente le forze dell’ordine. Ogni dettaglio, anche apparentemente insignificante, potrebbe risultare decisivo per ritrovare Alisya e Sarah.

 

“Sono appena rientrata a casa. Sono le 23”. Ha dichiarato, nella tarda serata di ieri, Alessia Natali, presidente dell’associazione Penelope Abruzzo Odv. “È stata una giornata lunga e intensa. Terminata quella lavorativa, è iniziata quella associativa. Siamo volontari e facciamo tutto questo con il cuore. Non ci sono orari quando c’è da essere presenti accanto a chi vive il dramma di una scomparsa. Di due minori poi…. Oggi ho affrontato 5 ore di viaggio tra andata e ritorno per sostenere Stefano nel suo appello.
Stefano è il papà di Alisya e Sarah, le due ragazze minorenni scomparse da una casa famiglia di Civitella Alfedena, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo. È stato lui a denunciarne la scomparsa, e non la madre come erroneamente riportato da alcune testate giornalistiche”. Ha spiegato Natali. “Oggi ho incontrato Stefano per la prima volta. Ho visto un padre profondamente sofferente. Un uomo che si emoziona quando parla delle sue figlie, che trattiene a fatica le lacrime e che vive da tre giorni con un vuoto difficile da descrivere. Nei suoi occhi ho letto dolore, preoccupazione, ma anche speranza. Quella speranza che alimenta ogni suo gesto, ogni appello, ogni chilometro percorso nella speranza di ricevere una notizia. Quella notizia! Stefano non desidera altro che poter riabbracciare le sue figlie, sapere che stanno bene e riportarle a casa.
Oggi c’ero anch’io e, come spesso accade in queste vicende, sono tornata con molte domande. E’ davvero credibile che due ragazze minorenni si siano allontanate da sole da una struttura, in piena notte? Mi chiedo: come può una struttura essere definita “protetta” se non riesce a proteggere i propri giovani ospiti? Non è una polemica. È una riflessione che nasce da un dato oggettivo. Alisya e Sarah non sono più nella struttura che avrebbe dovuto ospitarle e tutelarle. Dove sono? Con chi si trovano? Chi le sta aiutando? Se qualcuno sa qualcosa, parli. Anche il più piccolo dettaglio potrebbe essere importante.

Dietro questa storia non ci sono soltanto nomi e fotografie. Ci sono due ragazze che mancano all’appello e un padre che ogni giorno aspetta una telefonata, una notizia, un segnale. L’augurio, questa sera, è che Alisya e Sarah possano essere ritrovate presto e che Stefano possa finalmente fare l’unica cosa che desidera davvero: stringerle di nuovo tra le sue braccia”.

Alysia e Sarah scomparse nel nulla, si cercano due sorelle di 12 e 16 anni

Tags: newssorelline scomparse
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