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Agenti di polizia penitenziaria aggrediti a Castrogno, Sappe chiede pistola Taser

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Teramo. Ieri, all’interno del reparto Infermeria del carcere di Castrogno a Teramo, un detenuto italiano di 45 anni, (lo stesso che giorni addietro aveva tentato di aggredire un infermiere), affetto da patologie psichiatriche e recidivo per comportamenti aggressivi verso compagni e operatori penitenziari, si è scagliato improvvisamente contro gli agenti in servizio che lo riaccompagnavano nella cella, colpendoli ripetutamente su vari parti del corpo tanto che i polizioti della penitenziaria hanno dovuto far ricorso alle cure sanitarie presso il pronto soccorso dell’ospedale civile di Teramo. “Questi gravissimi episodi accaduti a distanza ravvicinata di tempo altro non sono che la punta di un iceberg di un problema, quello della gestione dei detenuti psichiatrici, mai risolto dall’Amministrazione penitenziaria regionale che si protrae da diversi anni” sostiene Giuseppe Pallini del sindacato Sappe provinciale “Invero, solo a spot, ha annunciato di porvi rimedio, così come l’allestimcarcere_teramo_castrognoento di idonee stanze e reparti dove ubicare soggetti detenuti sofferenti di questa patologia ma mai costruiti, lasciando l’ingrato compito di sorvegliarli, curarli e contenerli senza alcun strumento al malcapitato personale della polizia penitenziaria di turno che di certo non ha la necessaria preparazione professionale per farlo. Sarebbe auspicabile, vista l’escalation di aggressioni nei penitenziari italiani nell’ultimo anno, che il Parlamento approvasse al più presto la legge per dotare la polizia Penitenziaria della pistola elettrica ‘Taser'”.

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