La mostra al MAXXI L’Aquila racconta il percorso dell’artista attraverso opere che intrecciano memoria, conflitti, diritti umani e critica politica, utilizzando materiali e linguaggi molto diversi.
L’ingresso è segnato da installazioni come Camouflage Nets e un’opera LED dedicata alla guerra in Ucraina, che riflettono sul tema del conflitto e delle sue ingiustizie. Al piano principale, spicca Straight, monumento dedicato al terremoto del Sichuan del 2008, che ricorda le vittime e denuncia la fragilità delle strutture scolastiche.
Il percorso espositivo alterna distruzione e ricostruzione: frammenti di porcellana distrutti, fotografie storiche e opere provocatorie come Dropping a Han Dynasty Urn e lavori in mattoncini che sovvertono simboli e icone dell’arte occidentale. Oggetti quotidiani e materiali preziosi vengono trasformati in opere che ribaltano il loro significato, come giada, marmo e vetro.
Ampio spazio è dedicato anche ai video e alle fotografie che ripercorrono i luoghi cari all’artista quali New York e Pechino, sottolineano l’impegno militare, lasciano riflettere sulla condizione dei rifugiati e indagano sul concetto di memoria e di storia collegandoli a quello del conflitto.
Il percorso si chiude con lavori fortemente simbolici e provocatori, come F.U.C.K., prima opera dell’artista realizzata con bottoni, che sintetizza la critica dell’artista alla polarizzazione politica e sociale contemporanea.
L’artista intanto, è stato accolto ieri mattina presso la sede della Fondazione Carispaq, per condividere il percorso creativo alla base del progetto “Ai Weiwei – L’Aquila 2026” che si inserisce tra le iniziative culturali in corso sul territorio.
«Accogliere Ai Weiwei e lavorare insieme a un progetto di questa portata rappresenta per noi
motivo di grande orgoglio e responsabilità – ha dichiarato il Presidente della Fondazione Carispaq,
Fabrizio Marinelli –. Questa iniziativa non è soltanto un evento artistico, ma un investimento
strategico sul futuro culturale dell’Aquila. Crediamo fortemente che l’arte contemporanea possa
essere un motore di crescita, capace di generare dialogo, attrarre nuove energie e restituire alla
città una dimensione sempre più aperta, dinamica e internazionale».



