L’Aquila. Nasce in Abruzzo un tavolo per concessione in uso delle palestre scolastiche alle associazioni e società sportive. Tramite esso, verrà istituito un protocollo d’intesa fra enti pubblici e realtà sportive per l’utilizzo dei locali. Un confronto importante che mette allo stesso tavolo scuola, Coni, Comuni, Province, Ufficio scolastico regionale e rappresentanze istituzionali per definire procedure condivise.
La particolarità dell’iniziativa risiede soprattutto nella sua composizione: per la prima volta il tema viene affrontato attraverso un confronto organico che riunisce il mondo della scuola, il mondo sportivo e le principali istituzioni territoriali abruzzesi, con l’obiettivo di individuare soluzioni comuni e rendere più omogenee le procedure sul territorio regionale.
Al tavolo ha partecipato il direttore generale Usr Massimiliano Nardocci, insieme ad Antonello Passacantando (Coni) ed al presidente regionale FIPAV, Mattia Di Gregorio.
Presenti, inoltre, i Comuni capoluogo di provincia, le Province, l’ANCI e l’UPI, a conferma della volontà di costruire un percorso che coinvolga tutti i soggetti chiamati, a diverso titolo, a gestire e utilizzare gli impianti sportivi scolastici.
L’obiettivo è arrivare a un protocollo condiviso che possa armonizzare le procedure di concessione, definendo criteri e modalità il più possibile uniformi e favorendo una collaborazione più efficace tra istituzioni scolastiche, enti locali e realtà sportive.
La disponibilità delle palestre scolastiche rappresenta infatti un elemento fondamentale per la pratica sportiva sul territorio, soprattutto per le associazioni e società che svolgono quotidianamente attività rivolte a bambini, ragazzi e cittadini.
Il tavolo tecnico tornerà a riunirsi a breve per proseguire il confronto e lavorare alla definizione del protocollo. L’iniziativa assume, così, un valore che va oltre la semplice armonizzazione amministrativa: scuola, sport ed istituzioni scelgono di affrontare insieme una questione concreta, superando frammentazioni territoriali e procedure differenti per costruire un modello regionale condiviso.



