I recenti eventi bellici e la pandemia hanno portato a un aumento della richiesta di supporto psicologico tra i dipendenti. Il fenomeno è così sentito che, in diverse realtà, benefit come buoni pasto e mensa aziendale sono stati scalzati in favore della terapia.
A dirlo è Serenis, piattaforma online di psicoterapia, che ha scattato una fotografia della situazione. Silvia Wang, co-founder di Serenis, spiega: “Quello del “terapeuta aziendale” come fringe benefit è un trend in crescita, apprezzato non solo dalle aziende ma anche dai dipendenti, e le motivazioni non sono difficili da intuire guardando al quadro socio-economico dell’ultimo periodo”.
Richieste di psicoterapia e lavoro, qual è la connessione
Il legame tra problemi sul lavoro e volontà di seguire un percorso psicologico è indiscutibile, tanto che 1 richiesta di psicoterapia su 5, registrata da Serenis, ha a che fare proprio con questo campo. Si tratta della seconda area di necessità più significativa e interessa il 20% degli utenti. Al primo posto, invece, ci sono le perplessità riguardanti scelte da prendere, che muovono il 23% delle richieste. È interessante notare che si chiede supporto per preoccupazioni lavorative molto più spesso che per fobie o panico (15%), per eventi traumatici (13%) o per disturbi del sonno (6%) e della sfera sessuale (5%).
Sempre Silvia Wang chiarisce le motivazioni alla base delle richieste: “A livello individuale, pesano la pressione sociale, la paura di non essere all’altezza, le ansie legate a ruolo e stipendio o a dinamiche di demansionamento e mobbing, oltre che problemi esterni all’area lavorativa (ad esempio di ansia generalizzata o problemi nella coppia) che inevitabilmente si riflettono sulla dimensione professionale”.
Aziende come Velasca e il portale di welfare TantoSvago si sono messe all’ascolto e hanno introdotto la terapia online di Serenis nel welfare. Appare chiaro come rendere accessibile la psicoterapia ai dipendenti crei valore non solo per loro ma anche per l’organizzazione stessa.



