Chieti. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profonda vicinanza al giovane studente di 16 anni brutalmente aggredito nella notte tra venerdì e sabato in piazza Gianbattista Vico, a Chieti, e manifesta solidarietà alla sua famiglia, chiamata ad affrontare le conseguenze fisiche e psicologiche di un episodio di inaudita violenza.
L’ennesima aggressione tra adolescenti, che segue altri gravi fatti verificatisi nelle ultime settimane nel territorio teatino, richiama con forza la responsabilità educativa dell’intera comunità. La ferma condanna espressa dalle istituzioni locali e il rafforzamento degli strumenti di videosorveglianza rappresentano risposte necessarie per l’accertamento delle responsabilità e per la tutela della sicurezza pubblica. Tuttavia, nessuna telecamera potrà sostituire il valore di una coscienza civile costruita attraverso l’educazione, il dialogo e il rispetto della dignità della persona.
Il CNDDU ribadisce che la prevenzione della violenza giovanile deve diventare una priorità educativa nazionale. Le scuole, in sinergia con famiglie, istituzioni, associazioni e servizi territoriali, devono essere sostenute nella realizzazione di percorsi permanenti di educazione ai diritti umani, alla cittadinanza democratica, alla gestione non violenta dei conflitti e all’educazione emotiva.
Ogni episodio di violenza tra pari rappresenta una sconfitta collettiva: non soltanto perché viene violato il diritto all’integrità fisica della vittima, ma perché si incrina il patto educativo che dovrebbe consentire ai giovani di crescere in contesti fondati sul rispetto reciproco.
Il CNDDU rinnova l’invito al Ministero dell’Istruzione e del Merito, agli enti locali e alle comunità scolastiche affinché vengano promossi interventi sistematici di prevenzione, coinvolgendo studenti e studentesse come protagonisti attivi nella costruzione di una cultura della legalità, della responsabilità e della solidarietà.
“Quando un ragazzo viene colpito senza motivo da altri coetanei, non è soltanto una persona a essere ferita: viene colpita l’idea stessa di convivenza democratica. Una società che investe esclusivamente nella repressione arriva sempre dopo il danno; una società che investe nell’educazione ai diritti umani costruisce invece cittadini capaci di riconoscere nell’altro non un bersaglio, ma un volto, una storia, un valore inviolabile. È in questa scelta educativa che si misura il futuro della nostra democrazia” queste le parole del presidente CNDDU Romano Pesavento.



