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Vertenza Tua: a vuoto il tenativo di conciliazione e parti ancora distanti

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Chieti. Non ha sortito gli effetti sperati l’incontro tenutosi nei giorni scorsi nella sede Tua di Chieti tra l’Azienda unica regionale di TPL e le organizzazioni sindacali Fit Cisl, Uilt Uil e Faisa Cisal. A nulla infatti sono servite le rassicurazioni fornite dal Presidente D’Amico rispetto a scelte e dinamiche aziendali che ancora oggi producono perdite sempre più insostenibili al bilancio. Per le organizzazioni sindacali la mancanza di chiarezza su temi quali Piano di Impresa e organizzazione aziendale, progetto tecnico di rilancio delle attività commerciali, blocco immediato delle promozioni non funzionali e arpa2certezza prospettica per il settore ferro sono elementi che incidono negativamente sullo stato dei rapporti contrattuali e che, soprattutto, rendono incerto il futuro dell’Azienda e dei lavoratori. In un contesto di riduzione delle risorse non è più procrastinabile una seria azione di recupero di produttività e di diminuzione dei costi che per quanto attiene il fattore lavoro è già stato formalizzato attraverso la recente sottoscrizione del nuovo contratto di secondo livello. Lascia perplessi il fatto che non si evidenzi altrettanta presa di coscienza da parte aziendale, stante l’immobilismo sul recupero delle sovrapposizioni nonché la superficialità con la quale si affrontano quotidianamente problematiche gestionali e funzionali con ricadute negative tanto sull’esercizio quanto sulla manutenzione. Tutto questo non è tollerabile. A breve si terrà presso la Prefettura la seconda fase delle procedure di raffreddamento e conciliazione. L’auspicio è che tale appuntamento possa determinare una netta ed inequivocabile inversione di tendenza, senza la quale sarebbe fortemente a rischio il futuro di TUA oltre che la sostenibilità dell’intero comparto del Trasporto pubblico locale, per il quale si riafferma l’indispensabile azione di recupero da realizzare attraverso un riordino dei servizi che incida con parametri certi e percentualmente paritetici su tutte le aziende, sia per la gomma che per il ferro.  In assenza di fatti concreti non potrà che esserci la mobilitazione.

 

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