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Vaiolo scimmie, ordine medici: i contagi non sono solo sessuali

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L’Aquila. Non solo una via. La trasmissione sessuale non è l’unica modalità di trasmissione del vaiolo delle scimmie. Lo si legge in un focus che la Federazione degli ordini dei medici ha pubblicato sul suo sito nell’area di informazioni ai cittadini “Dottore ma e’ vero che..? “. La precisazione arriva per fare chiarezza dopo alcune dichiarazioni delle istituzioni sanitarie sul contagio fra uomini omosessuali e anche al fine di per evitare lo stigma alla comunita’.

“L’infezione può derivare da uno stretto contatto con secrezioni respiratorie, lesioni cutanee di una persona infetta od oggetti recentemente contaminati – si spiega – e la trasmissione attraverso le particelle respiratorie delle goccioline di solito richiede un contatto faccia a faccia prolungato, il che mette a maggior rischio il personale sanitario oppure i membri della famiglia dei casi attivi.  La catena di trasmissione più lunga documentata in una comunità è stata di sei infezioni successive da persona a persona. La trasmissione può avvenire anche attraverso la placenta dalla madre al feto (vaiolo delle scimmie congenito)”.

Esattamente un anno fa, il 25 maggio 2021, il Regno Unito aveva notificato all’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) un caso di vaiolo delle scimmie confermato in laboratorio. Il paziente era arrivato in Gran Bretagna l’8 maggio 2021 dopo aver vissuto e lavorato nello stato del Delta, in Nigeria. Una più intensa frequenza di casi è stata poi registrata nel maggio 2022.

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