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Vaccini: i medici liberi professionisti chiedono uguaglianza sulla terza dose

In alcune regioni non si fa distinzione, in altre ancora attesa

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L’Aquila. “Chiediamo chiarezza, trasparenza e soprattutto uguaglianza in tutte le regioni. Il rischio di esposizione di un sanitario non può variare a seconda del luogo di residenza”. Lo scrivono al commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo, al premier Mario Draghi e ai ministri competenti, in relazione alla terza dose della campagna vaccinale contro il Covid-19, alcuni medici, in rappresentanza di un gruppo di oltre 3.500 dottori ed odontoiatri liberi professionisti.

“Comprendiamo perfettamente, e ci stupirebbe anzi il contrario, la necessità di procedere prioritariamente con le categorie di colleghi, e personale sanitario tutto, afferenti alle strutture ospedaliere nei reparti più critici e con maggior rischio di esposizione, ma ci aspettiamo”, scrivono, “che a seguire vi sia una distribuzione delle dosi con criteri di priorità chiari, equi ed uniformi sul territorio nazionale e che collochi i medici ed odontoiatri liberi professionisti, per età e/o specialità , al pari di quanti siano impiegati nella sanità pubblica e convenzionata”.

In base alle testimonianze raccolte nel gruppo, nato con l’esplodere della pandemia, “in Campania, Toscana e Sicilia le vaccinazioni sono già iniziate per tutti i sanitari da giorni, senza distinzione alcuna, ed è ciò che ci auguravamo accadesse ovunque. La Liguria ha annunciato l’intenzione di procedere con tutti i sanitari, il Piemonte ha iniziato con quelli del SSN, ma senza ulteriori indicazioni per le altre categorie. La Lombardia è in attesa, forse per il 22 ottobre. In altre regioni la situazione è ancora più fumosa”.

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