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Un piatto di “Virtù” a chi non può, ecco l’omaggio del ristoratore teramano Schillaci

Dopo iniziativa 2020, ecco altri 50 "buoni pasto"

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Teramo. Un piatto di “Virtù” a chi non può permetterselo. L’iniziativa è della famiglia di ristoratori teramani Schillaci, che ha deciso di donare 50 buoni ad altrettanti residenti del territorio, che potranno così ritirare gratuitamente le portate il primo maggio, giorno in cui viene preparato il piatto per eccellenza della cucina teramana.

I donatori hanno voluto coinvolgere nell’operazione il Comune di Teramo, e nello specifico l’assessorato alle Politiche sociali, con l’assessore Ilaria De Sanctis che ha conferito mandato agli uffici preposti di individuare i beneficiari. Analoga operazione era già stata organizzata l’anno passato.

“Un bel gesto di vicinanza nei confronti di chi vive ai margini della nostra società, e di grandissimo valore umano e civile, anche perché proviene da appartenenti a quella categoria di imprenditori che hanno patito più di altri l’attuale drammatica crisi”, ha commentato l’assessore De Sanctis, “interpreto questo gesto anche nel ricordo della formidabile generosità di Paolina D’Antonio, madre di Marcello Schillaci, e grandissima benefattrice, di cui ricorre il centenario della nascita”.

“Il Comune ha fatto propria l’idea e siamo lieti di questa collaborazione, proposta perché gli uffici conoscono bene a chi devolvere la donazione”, commenta la famiglia di ristoratori, “le Virtù non sono importanti solo per il loro valore gastronomico ma anche perché con esse, un tempo, si manifestava una tradizione basata sula condivisione: chi poteva, grazie al famoso rito del pentolino, donava ai meno fortunati; il principio non è pertanto legato al semplice mangiare, ma alla condivisione con chi è meno fortunato, con chi non può permetterselo”

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