Scanno. A Scanno il rapporto con i cervi cambia passo. La presenza sempre più frequente degli animali nel centro abitato, diventata negli ultimi tempi una delle immagini più riconoscibili del paese, ha spinto il Comune a intervenire con un’ordinanza urgente per regolamentare il comportamento di residenti e visitatori.
Il provvedimento, datato 24 agosto 2026 e firmato dal vicesindaco Giuseppe Marone, nasce dall’esigenza di evitare che la curiosità e la ricerca della fotografia perfetta trasformino la vicinanza alla fauna selvatica in una situazione di pericolo.
Il messaggio dell’amministrazione è chiaro: i cervi non sono animali domestici e non devono essere avvicinati, alimentati o provocati.
La regola dei 25 metri
La novità più importante riguarda la distanza di sicurezza. È vietato avvicinarsi a un cervo a meno di 25 metri.
Una distanza che raddoppia, arrivando ad almeno 50 metri, in due situazioni particolarmente delicate: quando sono presenti madri con piccoli, durante le attività di allattamento e cura, e nel periodo del bramito, la stagione degli amori.
Una misura pensata non soltanto per proteggere le persone, ma anche per ridurre lo stress degli animali e impedire che una presenza umana troppo invasiva ne modifichi il comportamento naturale.
Niente cibo, niente acqua: il cervo non va “addomesticato”
Tra i divieti introdotti dall’ordinanza c’è anche quello di alimentare gli animali.
Non sarà quindi consentito offrire ai cervi cibo, scarti alimentari o acqua. Un gesto che può sembrare innocuo, soprattutto quando l’animale si avvicina alle abitazioni o alle persone, ma che secondo il Comune rischia di modificare le sue abitudini e di favorire una presenza sempre più stabile e pericolosa nelle aree urbanizzate.
L’obiettivo è evitare che il cervo associ la presenza dell’uomo alla disponibilità di cibo e finisca per perdere quella naturale diffidenza che costituisce anche una forma di protezione.
Anche i cani dovranno essere tenuti al guinzaglio corto
Particolare attenzione viene riservata anche alla presenza dei cani.
Nelle aree urbane, nei parchi e lungo i sentieri comunali, i proprietari dovranno tenere gli animali al guinzaglio corto, con una lunghezza massima di 1,5 metri.
La disposizione punta a prevenire reazioni imprevedibili da parte dei cervi, che potrebbero percepire il cane come una minaccia o reagire per difendere sé stessi e i propri piccoli.
Vietato inseguire i cervi per una fotografia
L’ordinanza interviene anche su uno degli aspetti più delicati della convivenza tra fauna selvatica e turismo: la ricerca dello scatto ravvicinato.
È vietato inseguire gli animali, circondarli, impedirne la fuga o spaventarli con urla, schiamazzi e rumori molesti. Vietati anche i comportamenti finalizzati ad attirarne l’attenzione per realizzare fotografie.
Una regola che punta a mettere fine a quelle situazioni in cui l’animale, circondato da persone e smartphone, viene trasformato di fatto in un’attrazione.
La distanza, in questo caso, diventa anche una forma di rispetto.
Massima prudenza sulle strade
Il Comune richiama inoltre gli automobilisti alla massima attenzione nelle zone interessate dal passaggio della fauna, soprattutto nelle ore crepuscolari e durante la notte.
L’invito è a rispettare rigorosamente i limiti di velocità e a procedere con particolare prudenza. La presenza dei cervi sulle strade rappresenta infatti un potenziale pericolo tanto per gli animali quanto per chi si trova alla guida.
Chi non rispetta le regole rischia fino a 500 euro
Le violazioni dell’ordinanza potranno comportare una sanzione amministrativa compresa tra 25 e 500 euro, salvo che il comportamento configuri un reato più grave.
L’amministrazione ha trasmesso il provvedimento alla Regione Abruzzo, alla Prefettura dell’Aquila, al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, ai Carabinieri Forestali e ai Carabinieri di Scanno, oltre che al Corpo di Polizia Locale, incaricato anche dell’installazione della segnaletica.
La sfida è convivere, non allontanare
Dietro l’ordinanza c’è, in definitiva, una questione più ampia: come convivere con una fauna selvatica che ha imparato ad avvicinarsi sempre più agli spazi abitati.
I cervi sono ormai parte del paesaggio di Scanno e la loro presenza rappresenta anche un elemento di grande richiamo per chi visita il paese. Ma proprio questa familiarità può diventare un problema quando l’animale viene percepito come innocuo, disponibile al contatto o addirittura come un soggetto da avvicinare per una fotografia.
Il Comune prova quindi a fissare un confine preciso: osservare sì, interferire no.
Perché il modo migliore per continuare a vedere i cervi a Scanno potrebbe essere proprio quello di lasciarli selvatici.



