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Turismo in Abruzzo, incombono competitor esteri. Serve un piano marketing adeguato ed innovativo

Incidenza molto bassa per la presenza di stranieri sia a livello balneare che montano

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Pescara – Nel pieno dell’estate ci interroghiamo sulle potenzialità del turismo in Abruzzo. Siamo ormai alla scadenza del triennio di osservazione relativo al Piano strategico triennale del turismo promosso dalla Regione e curato da uno staff di qualiticati esperti tra i quali: Mauro di Rosa, presidente Italia Brand Group, ed altri dirigenti sempre del medesimo progetto. L’analisi sul turismo abruzzese previsionale deve però fare i conti con una realtà che nella fase estensiva non era possibile ipotizzare. La regione Abruzzo è stata infatti colpita da diversi fenomeni naturali che hanno inciso sulle evoluzioni positive del turismo. Poi bisogna fare i conti con la politica che nel triennio è stata maggiormente centrata su passerelle che su progetti concreti. L’Abruzzo ha bisogno di innovazione nel settore turistico anche in relazione al linguaggio della comunicazione rispetto alle enormi potenzialità a livello costiero, montano e collinare. Non basta certo un bel logo accattivamente per incentivare la risorsa principale, serve ben altro. La politica deve esserne consapevole, specialmente ora che siamo all’inizio di una nuova legislatura. Il piano triennale, contiene una analisi piuttosto circostanziata ma al termine del periodo di osservazione serve sicuramente tracciare un bilancio.

“L’estate è iniziata al di sotto delle aspettative – afferma Giammarco Giovannelli presidente di Federalberghi Abruzzo – causata dagli agenti atmosferici maggiormente incidenti nella fase primaverile.  Il turismo è un pò a mozzi e bocconi. Molte risorse del turismo sono dirette Competitor Europei, come Albania, Montenegro Croazia ed altre realtà emergenti che stanno creando emorragie verso queste nuove destinazioni dall’Italia.E anche l’Abruzzo ne fa le spese. Qui  manca il marketing turistico che deve essere strutturato in maniera molto più efficace. Condifiamo sull’impegno del neo assessore Febbo rispetto a questi argomenti.Registriamo – conclude Giovannelli – una crescita interessante della domanda turistica verso il turismo verde ed esperienziale.

Dall’ultimo  Studio Cresa sul Turismo in Abruzzo  emergono alcune evidenze di interesse per il profilo di spesa del turista italiano o internazionale in Abruzzo: considerando la spesa turistica effettuata in Abruzzo dai turisti di diversa provenienza, si nota che la quota imputabile agli stranieri è del 10,6%, la più bassa tra tutte le regioni italiane, quella riferibile agli italiani corrisponde al 52,1%, quella sostenuta dagli abruzzesi è pari al 37,3%, valore che si pone al quinto posto della relativa classifica nazionale. A più riprese ed in merito a diversi servizi, è stata denunciata la mancanza di efficienza, quindi il non corretto rapporto tra risorse e impegni assunti per la soluzione di un problema e l’effettiva realizzazione della soluzione.

L’Abruzzo a livello turistico deve interrogarsi iniziando dal confronto con le regioni confinanti, individuando criticità e facendo corrispondere adeguate forme solutive ai problemi. Poi si deve tener conto della formazione, e quindi della necessità che in particolare le scuole ad indirizzo turistico possano riservare agli studenti. Oggi piu’ che mai gli strumenti di comunicazione innovativa costituiscono una “prateria” per amplificare il turismo e raccontarlo sotto ogni forma possibile: dalla cultura, allo spettacolo e fino alla ricettività. Ma servono mentalità predisposte all’innovazione e all’approfondimento di determinate materie che costituiscono le opportunità del futuro.

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