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TUA, l’allarme della FILT CGIL sui “Turni 800”: “Fino a 44 domeniche lavorate all’anno per gli apprendisti”

Silvia Rosiello di Silvia Rosiello
15 Settembre 2026
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L’Aquila. Un netto e duro attacco nei confronti del nuovo accordo sull’organizzazione del lavoro sottoscritto dalle altre sigle sindacali all’interno di TUA S.p.A. Arriva dalla FILT CGIL dell’Aquila la ferma condanna di un’intesa ritenuta fortemente penalizzante per i diritti e la qualità della vita degli autisti, giunta peraltro dopo che i lavoratori avevano già espresso parere contrario nel corso di due assemblee.

“Totale contrarietà e ferma condanna nei confronti del nuovo accordo sull’organizzazione del lavoro sottoscritto da altre organizzazioni sindacali presso TUA. Un’intesa che, a nostro giudizio, penalizza pesantemente i diritti del personale e che, soprattutto, supera il parere nettamente contrario
espresso dai lavoratori nel corso di ben due assemblee .Di fronte a questa grave deriva gestionale
chiediamo l’immediato intervento della Regione Abruzzo, in qualità di proprietaria unica dell’azienda
e titolare del controllo analogo. L’ente regionale non può rimanere spettatore di fronte a un’organizzazione del lavoro che rischia di compromettere la qualità della vita e il benessere psicofisico degli autisti”.

Entrando nel merito del servizio urbano quotidiano, la sigla di categoria evidenzia le criticità che gravano sui conducenti impiegati nei contesti cittadini:

“Chi ha sottoscritto questo accordo sembra non conoscere, o non considerare adeguatamente, i
carichi di lavoro di chi ogni giorno guida nel traffico cittadino. Parliamo di turni gravosi, con 8 ore e 30
minuti di nastro lavorativo nel servizio urbano, trascorsi alla guida di autobus spesso vetusti,
affrontando stress termico, traffico, pressione e condizioni di lavoro fortemente logoranti.
A tutto questo si aggiunge il pesante disagio logistico determinato dal fatto che, in molti casi, il
lavoratore è costretto a iniziare e terminare il proprio turno in luoghi diversi, con ulteriori difficoltà nella
gestione della propria vita privata e familiare”

Tra i punti più contestati emerge il nuovo meccanismo di rotazione festiva denominato “Turni 800”, che andrebbe a colpire in particolare le fasce più giovani dell’organico aziendale.

“Particolarmente preoccupante è il meccanismo dei cosiddetti “Turni 800”, che introduce una
rotazione che riteniamo insostenibile: cinque domeniche consecutive di lavoro e una sola domenica
di riposo, arrivando così a prevedere, per il personale interessato, fino a 44 domeniche lavorate su 52
nell’arco di un anno. Sappiamo bene che il servizio di trasporto pubblico richiede disponibilità e lavoro anche la domenica. Nessuno mette in discussione questo principio. Ma lavorare la domenica non può significare lavorare quasi tutte le domeniche dell’anno. Anche gli apprendisti e i neoassunti hanno una famiglia, affetti e una vita privata da vivere”

“Con una turnazione che prevede cinque domeniche consecutive di lavoro e una sola di riposo, la
domenica in famiglia rischia di diventare un’eccezione anziché una normale possibilità. Sono
lavoratori, e anche consapevoli dei loro doveri, ma hanno anche il diritto di poter vivere la loro
famiglia e la loro vita al di fuori del lavoro. Sono proprio le nuove leve a pagare il prezzo più alto di decisioni assunte senza un adeguato confronto con i diretti interessati, venendo private della possibilità di costruire un equilibrio tra vita professionale e vita privata. Definire questo impianto una “miglioria” è profondamente ingiusto nei confronti dei sacrifici quotidiani di chi è in servizio. Gli apprendisti e i neoassunti vengono chiamati ad affrontare condizioni di lavoro particolarmente gravose proprio nel momento in cui dovrebbero essere accompagnati verso un percorso di crescita professionale e di stabilizzazione. A rendere ancora più pesante la situazione c’è un ulteriore elemento: molti di questi giovani apprendisti risiedono a oltre 70-80 chilometri dal luogo di lavoro. Una turnazione che concentra così tante domeniche lavorative rischia quindi di aggravare ulteriormente i disagi legati agli spostamenti e alla conciliazione tra lavoro e vita personael”.

Oltre al merito delle singole clausole, la FILT CGIL solleva una forte contestazione di metodo nei confronti del tavolo di trattativa condotto dalle altre rappresentanze.

“Un accordo senza il coinvolgimento degli appA questa situazione si aggiunge quello che riteniamo un
grave problema di metodo democratico: le organizzazioni sindacali che hanno sottoscritto l’accordo
non hanno nemmeno interpellato direttamente gli apprendisti, cioè i lavoratori maggiormente
interessati da questo nuovo sistema di turnazione. Le nuove leve sono state escluse da qualsiasi consultazione preventiva e si sono viste calare dall’alto un nuovo impianto organizzativo senza avere la possibilità di esprimere la propria posizione o rappresentare concretamente le difficoltà che dovranno affrontare. Non è questo il modo con cui si costruisce il futuro di un’azienda pubblica e del suo
personale. Un modello organizzativo di questo tipo rischia inoltre di aumentare l’incertezza sul futuro dei
lavoratori, ostacolando anche le prospettive di stabilizzazione e il passaggio dei contratti da Part-
Time a Full-Time.”

In chiusura della nota, l’organizzazione sindacale rivolge una formale richiesta d’intervento agli organi di governo regionale.

“Di fronte a questo scenario chiediamo ai vertici politici e amministrativi della Regione Abruzzo di
assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. L’ente pubblico non può limitarsi a un ruolo passivo di azionista: deve esercitare i propri poteri di vigilanza, indirizzo e controllo, verificando concretamente la sostenibilità dell’organizzazione del lavoro adottata all’interno di TUA. La Regione Abruzzo, in quanto socio unico e titolare del controllo analogo su TUA S.p.A., ha il dovere di intervenire immediatamente. Questa situazione lavorativa è inaccettabile. Non si può avallare un impianto organizzativo che rischia di logorare la salute psicofisica del personale e di calpestare le legittime aspettative e la dignità dei lavoratori”.

“Chiediamo coerenza: non si può parlare di valorizzazione dei giovani e, allo stesso tempo,
consentire che si decida sul loro futuro professionale e sui loro turni senza nemmeno coinvolgerli nel
confronto. Per questo invitiamo i vertici aziendali e regionali a verificare direttamente sul campo la sostenibilità di queste turnazioni, confrontandosi con gli autisti e con gli apprendisti che quotidianamente ne subiscono le conseguenze. La Regione Abruzzo eserciti dunque il controllo analogo e intervenga prima che una gestione del lavoro già fortemente gravosa produca ulteriori conseguenze sulla vita dei lavoratori e sulla qualità del servizio pubblico”

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