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Truffa dell’incidente: si fingevano carabinieri, avvocati o assicuratori, incastrati 12 cittadini campani

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L’Aquila. Truffavano gli anziani fingendosi carabinieri, avvocati o agenti di società assicurative: per questo sette persone sono finite in carcere e cinque ai domiciliari a seguito di un’operazione dei carabinieri della compagnia di Arezzo, con il supporto dei colleghi del comando provinciale di Napoli su ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari di Arezzo Piergiorgio Ponticelli su richiesta del pm Elisabetta Iannelli che coordina le indagini. I dodici sono ritenuti responsabili di ‘associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe a danno di anziani’. L’indagine ha preso il via un anno fa e ha permesso di ricostruire truffe per 200 mila euro. Una settantina le truffe, tra tentate e consumate, nel periodo compreso tra novembre 2016 e marzo 2017, in Toscana, Liguria, Umbria, Lazio, Abruzzo e Puglia. I ‘telefonisti’ rappresentavano generalmente un grave incidente stradale dove era rimasto coinvolto un congiunto dell’anziano ‘scelto’ che, per avere conferma, poteva chiamare il 112, cosa che veniva però anticipata dalla telefonata di un
complice che si spacciava per un militare. Il passaggio successivo era quindi la richiesta del pagamento di una cauzione di alcune migliaia di euro affinché il congiunto potesse riacquistare la libertà. Quando la truffa andava a segno, il sedicente carabiniere concludeva il colloquio indicando alla vittima un avvocato o incaricato dell’assicurazione che si sarebbe recato presso la sua abitazione per ritirare quanto preteso: soldi, monili in oro e oggetti di valore rivenduti poi presso compro oro compiacenti. Le somme richieste sono arrivate a superare i settemila euro. Inoltre, sono emersi legami, anche parentali, tra due destinatari delle misure cautelari e una
persona ritenuta affiliata a un sodalizio criminale camorristico riconducibile all’Alleanza di Secondigliano.

 

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