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Truffa ai danni di istituti religiosi: si spacciavano per poliziotti e chiedevano 90 euro a rivista, due indagati

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Chieti. La squadra mobile della questura dell’Aquila, su delega della Procura della Repubblica del capoluogo abruzzese, sostituto procuratore  David Mancini, ha sequestrato 273 riviste presso la sede della Fcr di Vasto, che proponeva in vendita riviste dell’ “Associazione Poliziotti Italiani”, in quanto oggetto del reato di truffa e sostituzione di persona messo in atto da un uomo, G.G.C. ed una donna  A.M.L.V. , entrambi 40enni  e domiciliati a Vasto, provincia di Chieti, ma di origine pugliese con precedenti specifici. Nell’occasione, all’attività di sequestro ha partecipato anche personale del Commissariato di P.S. di Vasto.

Il rappresentante legale della menzionata Associazione , ha dichiarato di  essere intenzionato a costituirsi parte civile nel processo che sarà istruito. Infatti, quest’ultimo ha asserito che la rivista di Polizia consegnata alle vittime,  “Noi cittadini per la sicurezza”,  viene commercializzata esclusivamente da una ditta di Milano e viene distribuita gratuitamente, senza essere venduta da nessun appartenente all’Associazione poliziotti italiani o da qualunque altra persona e/o ditta. Le indagini sono state avviate in seguito ad una denuncia presentata presso la Questura dell’Aquila, da parte di una suora laureata in legge rappresentate di un istituto religioso in una frazione di Tagliacozzo. Dopo aver ha raccontato insistenti telefonate da parte di una donna qualificatasi quale funzionaria della Polizia di Stato, si è rivolta ad un poliziotto genitore di un alunno. Nell’occasione, quest’ultima  richiedeva un contributo in favore dell’ dell’Associazione Poliziotti Italiani, quantificato in 90 euro, previo invio di un adesivo e di una rivista della predetta Associazione. L’introito dell’attività illecita è stato stimato in circa 14.000 euro, per un invio di circa 150  copie al mese su tutto il territorio nazionale,  ma non si esclude che possa essere maggiore, attesa la vastità della platea delle vittime., considerato,  anche, che soltanto nel corso del sequestro delle 273 riviste sono stati bloccati invii in diverse città italiane, (Alessandria, Benevento, Cosenza, Perugia, Padova e Viterbo) sempre destinati ad istituti religiosi.

Oltre alle riviste “Noi cittadini per la sicurezza” sono state rinvenute e sequestrate anche altre numerose riviste (“La Protezione civile italiana”  e   “115 Codice rosso”) tutte destinate a ignare  vittime di un sistema illecito di riscossione di abbonamenti. Le  persone indagate ingeneravano nelle vittime la convinzione di interloquire con un funzionario della Polizia di Stato, intento a promuovere la rivista “Noi cittadini per la sicurezza”, dietro una contribuzione volontaria di 90 euro. In provincia de L’Aquila gli Istituti religiosi finora individuati quali  vittime della truffa sono 6 e nei prossimi giorni saranno contatti dal personale della Squadra Mobile per acquisire la formale querela. Nella circostanza si evidenzia che l’unica rivista riconducibile alla Polizia di Stato è “Polizia Moderna” per la quale l’abbonamento può essere sottoscritto solamente consultando la sezione “abbonamenti”  del  sito internet della Polizia di Stato.

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