Pescara. Un controllo che doveva essere semplicemente routine diventa intervento rilevante per la sicurezza urbana. Una pattuglia della Sezione Radiomobile del N.O.R. della Compagnia Carabinieri
di Pescara, impegnata in servizio perlustrativo, ha fermato un uomo in possesso di due oggetti potenzialmente pericolosi.
L’uomo si aggirava a piedi lungo via Imele, area già nota alle forze dell’ordine per la presenza di soggetti con precedenti e per episodi legati allo spaccio e al consumo di sostanze stupefacenti.
L’atteggiamento del soggetto ha indotto i militari ad approfondire il controllo. Si tratta di un 48enne
italiano, già noto alle banche dati delle forze di polizia per diversi precedenti, anche specifici in
materia di armi.
Durante le operazioni, i militari hanno eseguito una perquisizione con esito positivo. All’interno dello zainetto dell’uomo sono stati trovati due oggetti ritenuti potenzialmente pericolosi: un coltellino a serramanico in acciaio, con manico in ottone e lama di oltre cinque centimetri, ed uno spadino di foggia araba, anch’esso in acciaio, con lama di oltre quindici centimetri.
Il possesso di tali oggetti, in mancanza di motivazione giustificabile e in un contesto urbano sensibile, ha fatto scattare immediatamente le procedure previste dalla normativa vigente. Le armi sono state
sottoposte a sequestro penale, mentre l’uomo è stato accompagnato negli uffici della Sezione
Radiomobile per gli accertamenti di rito.
Al termine delle verifiche, il 48enne, dichiarandosi innocente fino sentenza di condanna definitiva, è stato denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria con l’accusa di porto ingiustificato di armi od oggetti atti ad offendere, come previsto dall’articolo 4 della legge 110
del 1975.
L’episodio si inserisce in un quadro più ampio riguardante il rafforzamento delle attività di controllo sul territorio, anche in luce delle recenti disposizioni in materia di sicurezza pubblica, che hanno
inasprito le sanzioni e ampliato gli strumenti di prevenzione a disposizione delle forze dell’ordine.
Determinante, in questo caso, il contesto in cui è avvenuto il controllo: una zona considerata ad alta
criticità, dove la presenza di oggetti potenzialmente offensivi contribuisce ad aumentare il rischio per
la collettività. L’attività rientra nei servizi quotidiani di vigilanza e prevenzione svolti sul territorio, con l’obiettivo di contrastare fenomeni di illegalità diffusa e garantire maggiore sicurezza ai cittadini.



