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Trivelle: il referendum non raggiunge il quorum. In Abruzzo ha votato il 35,44%, Chieti in testa

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L’Aquila. Urne chiuse alle 23, il referendum sulle trivelle non raggiunge il quorum, l’affluenza in Italia ha superato di poco il 30%. “Ha vinto chi lavora sulle piattaforme”, ha commentato a caldo il premier Matteo Renzi in conferenza stampa a Palazzo Chigi “Ha perso chi ha voluto conta a tutti costi” sottolineando che “la demagogia non paga”. piattaforme-mare“Gli sconfitti non sono i cittadini che sono andati a votare: chi vota non perde mai. Massimo rispetto per chi va a votare. Ma gli sconfitti sono quei pochi, pochissimi consiglieri regionali e qualche presidente di Regione che ha voluto cavalcare un referendum per esigenze personali politiche”.  “Domani” ha detto Renzi “ci sarà la solita triste esibizione dei politici vecchio stile che dichiarano di aver vinto anche quando hanno perso. In politica bisogna saper perdere. Ci sono vincitori e degli sconfitti. Il governo non si annovera tra la categoria dei vincitori ma sta con operai e ingegneri che domani torneranno nei loro posti di lavori consapevoli di avere un futuro e non un passato”. In serata a Palermo ha votato anche il capo dello Stato, Sergio Mattarella. Sono stati in tutto 8 mila i comuni italiani chiamati al voto, circa 59 milioni gli elettori. In Abruzzo ha votato il 35,44 % degli aventi diritto al voto, in testa la provincia di Chieti con il 40,56%, seguita da Teramo dove ha votato il 35,40 %,  Pescara con il 33,29% e L’Aquila che ha fatto registrare l’affluenza più bassa della regione con il 31,18 % . La regione che ha fatto registrare il più alto numero di votanti è stata la Basilicata con un’affluenza del 50,32%, ultimo il Trentino Alto Adige con il 25,16%. A vincere è stato sicuramente l’astensionismo. Non vi sarà l’abrogazione dell’articolo 6 comma 17 del «Codice dell’ambiente», che riguarda l’estrazione di idrocarburi entro le 12 miglia nautiche dalla costa italiana, pari a poco più di 22 chilometri. Ciò comporta che le società di estrazioni di idrocarburi in attivo nell’Adriatico, entro le 12 miglia marine dalla costa, potranno continuare le loro attività per tutta la durata di vita utile del giacimento, ovvero fino all’esaurimento dello stesso, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale.

 

 

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