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Torna “Climbing for Climate”, gli atenei in prima linea per sensibilizzare sulle problematiche dei cambiamenti climatici

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Teramo. Torna con la sua quarta edizione l’iniziativa Climbing for Climate organizzata dalla Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile – RUS e dal Club Alpino Italiano – CAI, coinvolgendo gli Atenei italiani aderenti alla RUS in un’azione simbolica e coordinata di sensibilizzazione sulle problematiche del cambiamento climatico per lanciare un appello per il potenziamento del contrasto alla crisi climatica, alla crisi ecologica e alla perdita di biodiversità, con particolare riferimento agli ambienti alpini, ma non solo.

Gli Atenei organizzano escursioni e trekking di proprie delegazioni nei rispettivi territori, prediligendo aree protette e luoghi in cui gli effetti del cambiamento climatico sono tangibili. Le ricerche che vengono condotte dalle comunità scientifiche confermano che ogni decimo di grado di aumento delle temperature medie globali comporta incrementi sempre più catastrofici e irreversibili dei rischi e dei costi della crisi climatica. A tutte le latitudini e per tutte le società, a partire dalle nostre. Il cambiamento climatico, l’aggressione alla biodiversità e agli equilibri naturali stanno uccidendo, direttamente e indirettamente, milioni di persone ogni anno, e il bilancio non può che aggravarsi. Proprio perché consapevoli da molto tempo di questa traiettoria, l’impegno scientifico, divulgativo e di promozione della consapevolezza dell’intensità di questi rischi non può che aumentare.

Anche quest’anno Climbing for climate ha trovato in Abruzzo una pronta risposta nel partenariato che coinvolge le Università Gabriele d’Annunzio, dell’Aquila, di Teramo e la telematica Leonardo da Vinci, il Gran Sasso Science Institute, il Club Alpino Italiano e il personale METEOMONT del 9 ° Reggimento Alpini dell’Esercito Italiano a cui si aggiunge il Parco Nazionale della Majella per l’organizzazione di un evento regionale dal titolo “Gli ambienti di alta quota, sentinelle di un clima che cambia.”

Venerdì 23 settembre, sul massiccio della Majella, ed in particolare sul percorso che dal Rifugio Pomilio, sulla Majelletta porta al Monte Focalone, i rappresentanti degli atenei abruzzesi nella RUS, si incontreranno per una esperienza diretta di verifica degli effetti del cambiamento climatico sulla fragile consistenza dell’ambiente montano. Ed in particolare con gli interventi tecnici coordinati dal Direttore del Parco della Majella, Dottor Luciano Di Martino, si discuterà delle piante di alta quota, di quelle specie che per la limitata distribuzione e la caparbia capacità di sopravvivere in ambienti ostili risultano peculiari delle montagne Abruzzesi.

Molto prezioso in tal senso è il partenariato con il Parco della Majella che ha all’attivo diversi progetti finalizzati al monitoraggio e studio delle specie più sensibili. Il percorso, adatto ad escursionisti con una buona esperienza di montagna, coniuga le valenze paesaggistiche e naturalistiche con quelle turistiche e culturali, garantendo panorami e foto ricordo di rara bellezza.

Giunto alla quarta edizione, il CFC è nato nel 2019 su iniziativa dell’Università degli Studi di Brescia che quest’anno, insieme all’Università della Valle d’Aosta, ai 4 atenei piemontesi aderenti alla RUS (Politecnico di Torino, Università degli Studi di Torino, Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”, Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo) e alla sezione CAI di Brescia, ha coordinato l’organizzazione di un evento di rilevanza nazionale che ha avuto luogo sulle pendici del Monte Bianco nei giorni 22-23 luglio.

L’evento è patrocinato del Ministero della transizione ecologica – MiTE, dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane – CRUI, dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile – ASviS, dal Comitato Glaciologico Italiano – CGI.

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