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Timidi spiragli si aprono sull’ospedale psichiatrico Santa Maria di Collemaggio

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L’Aquila. “Il reportage fotografico diffuso nella giornata di ieri da un
quotidiano locale mette pubblicamente in luce, in maniera inconfutabile, lo
stato di vergognosa incuria in cui versa l’intera area. La ASL, con il suo
manager Giancarlo Silveri, continua a mostrare disinteresse assoluto nel
recupero di essa e dei suoi tanti beni immobili, procedendo anzi alla
delocalizzazione sistematica dei già ridottissimi ambulatori e presidi sanitari
presenti.” Così in una nota diffusa il 2 Settembre i ragazzi dell’associazione
(sorta dopo il sisma) “3e32” denunciano le condizioni disastrose della zona
dell’ex ospedale psichiatrico di Santa Maria di Collemaggio. Da cinque anni
ormai occupano un locale dell’area, prima in condizioni di forte degrado, ora
divenuto un centro ricreativo in cui organizzare eventi, laboratori ed
incontri: Casematte.
Denunciati dal direttore generale della Asl Gianfranco Silveri ,che ha chiesto
loro una provvisionale di 50000 euro per “danno d’immagine”, continuano
tutt’oggi la loro lotta.
Ieri, alle 18:00, è avvenuta proprio a Casematte l’assemblea pubblica che ha
avuto tra gli invitati anche il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, la
senatrice Stefania Pezzopane e la rettrice dell’Università dell’Aquila Paola
Inverardi.
Grande assenza: Silveri.
“Il nostro determinato obiettivo è che l’area resti pubblica, che punti sulla
cultura, sul sociale, sull’ambiente e sulla salute di comunità e che diventi,
quindi, uno di quei beni comuni di cui questo territorio ha urgente bisogno,
dopo tante spoliazioni a vantaggio del profitto privato. Siamo stufi di
attendere che le istituzioni locali prendano una decisione, o la deleghino ad
università senza il minimo coinvolgimento della popolazione” si legge sul sito
dell’associazione, che motiva così l’indizione di tale incontro. L’auspicio è
quindi quello di aprire un vero dialogo con le istituzioni, che fino ad ora non
c’è mai stato davvero.
Tanti i problemi sollevati, tante le storture denunciate.
Qualche passo avanti è avvenuto, infatti tutti i politici presenti hanno
assicurato che la zona di Collemaggio rimarrà pubblica. Tuttavia, afferma il
vice presidente della Regione Abruzzo Giovanni Lolli, le casse della regione
sono vuote e bisognerà ricercare tra i fondi comunitari. Sarà necessaria
inoltre una sinergia tra Comune e Regione stessa. La fase di programmazione per
un’eventuale pianificazione comunque richiederà mesi, a cui si sommeranno gli
ormai consueti ostacoli burocratici.
Anche l’università, nonostante impegnata in numerosi progetti, potrebbe
collaborare ad un eventuale iniziativa, a patto che emergano delle idee
concrete sul futuro di Collemaggio, e non generici scopi “socio-culturali”.
Dura invece la condanna di Stefania Pezzopane nei confronti dell’attuale
direttore generale della Asl, accusato di aver utilizzato le numerose risorse
dell’ assicurazione (scattata dopo il sisma sui beni dell’ex o.p.) non per la
ricostruzione degli stessi, ma per far quadrare il bilancio regionale.
Ed afferma :“Per le risorse ci sarà una battaglia parlamentare.”
Ancora più aspra la critica di Sandro Sirolli, presidente dell’associazione
onlus “180 amici”, che ha condannato l’inerzia della classe politica quando i
soldi c’erano (anche provenienti dalla comunità europea) e non sono stati
utilizzati.
Massimo Cialente porta l’attenzione dei presenti circa l’impossibilità per
qualsiasi ente pubblico di operare su un qualcosa che non sia di sua proprietà
(essendo la zona appunto di proprietà Asl); occorre quindi, secondo il sindaco
del capoluogo, una collaborazione con le varie istituzioni e l’apertura di un
dialogo costruttivo con la Asl stessa.
Tra le varie proposte infine anche qualche promessa, come quella dell’
assessore comunale Betty Leone di restaurare la zona del parco, dall’importante
valore naturalistico.
Qualche timido spiraglio, insomma, dopo anni di silenzio, comincia ad aprirsi
sulle disastrose condizioni dell’ex ospedale psichiatrico di Santa Maria di
Collemaggio, una risorsa immensa ma fin’ora gravemente sottovalutata.
Diego Renzi

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