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#Terremoto: mentre l’Italia centrale trema la politica fa polemica. E Papa Francesco difende i terremotati

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L’Aquila. Non c’è pace per i terremotati dell’Italia centrale. Una nuova scossa di magnitudo 3.8 ha fatto tremare la terra nelle prime ore della mattinata,senza però provocare nè vittime ne feriti. L’evento, registrato alle 6,10 dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, ha avuto come epicentro Amatrice. E nella cittadina laziale già martoriata dal sisma, ha provocato ulteriori danni alla Chiesa di Sant’Agostino, che solo dieci giorni fa aveva subito il crollo del campanile. Stavolta a cedere è stata la parte destra dell’edificio. Uno stillicidio di eventi che sta stremando le popolazioni di quelle zone, a cui ancora una volta il Papa ha voluto esprimere tutta la sua vicinanza. Non manchi loro “il costante sostegno delle istituzioni e la comune solidarietà­ ha detto Francesco dopo aver recitato l’Angelus dalla finestra dello studio su piazza San Pietro ­. E per favore qualsiasi tipo di burocrazia non li faccia aspettare e ulteriormente soffrire”. Proprio sulla troppa burocrazia che si scontra con l’esigenza di far presto si anima la polemica politica. Il leader della Lega Matteo Salvini attacca a testa bassa Vasco Errani: “c’è un commissario per la ricostruzione che va licenziato. Non è assolutamente in grado di svolgere questo compito. È un politico ‘trombato’ che ha fallito a casa sua e non si vede perché debba far meglio nelle Marche e in Abruzzo”.

Da Ascoli Piceno, dove interviene a un convegno con la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, Salvini parla di “troppa” burocrazia e lancia un avvertimento all’esecutivo: “ho sentito tanti sindaci: o ottengono risposte entro qualche giorno, nel senso che il Governo dimostra che esiste, altrimenti li riportiamo noi a Roma e ancora più arrabbiati. Soprattutto nelle Marche, dimenticate e lontane dal cuore del Governo, c’è tanta gente pronta a tutto”. Alle accuse del leader della Lega si aggiungono quelle di Giorgia Meloni: “viene da chiedersi, come stanno d’altronde facendo i cittadini, come si fa a trovare 20 miliardi di euro in mezzo pomeriggio (per le banche ndr) e quando si tratta invece di affrontare il problema del terremoto ci sono sempre ritardi”. Per superare lo stallo c’è una sola strada: dare “le risorse necessarie in mano ai sindaci che sono i più prossimi nella gestione del territorio”. Dal fronte dell’opposizione fa sentire la sua voce anche il Movimento Cinque Stelle. Il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, incontrando a Tolentino,nel maceratese, i cittadini colpiti dal sisma dello scorso 24 agosto, punta l’indice sui “ritardi” per “abbattere gli edifici, per l’installazione delle casette di legno” e ancora per dare nuove stalle agli allevatori che hanno perso tutto. E chiede procedure più veloci per fronteggiare l’emergenza e la ricostruzione ma anche una “no tax area per almeno 4 anni per le popolazioni colpite dal terremoto”, a prescindere da quello che dirà l’Europa. “Non faremo mancare un euro alle aree terremotate. Un euro non mancherà al vincolo di bilancio. Questo deve essere molto chiaro. Questa roba qua non si discute”, assicura dal governo il titolare delle Infrastrutture Graziano Delrio, partecipando all’assemblea degli amministratori del Pd a Rimini. E il viceministro Riccardo Nencini annuncia una proposta di legge per accelerare le procedure di ricostruzione, “a cominciare dai provvedimenti urgenti, dalle case prefabbricate agli interventi a favore degli allevatori”. Le vittime del sisma sono state ricordate con un minuto di silenzio in tutti i campi di serie A, dove si sono visti anche tanti striscioni di solidarietà.

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