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#Terremoto, Ingv: non si può escludere una nuova scossa più forte. Grandi Rischi: questa sequenza non si ferma

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L’Aquila. “Questa è una sequenza che continua ed è presto per rilassarsi”, ha affermato il presidente della Commissione Grandi Rischi, Sergio Bertolucci, riferendosi alla sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016 e che il 18 gennaio ha causato quattro terremoti di magnitudo superiore a 5 nell’Italia centrale. “Ci preoccupa”, ha aggiunto, “che ci siano ancora faglie silenziose da molto tempo, alcune da secoli, e che abbiano subito un aumento di stress”.

Nella zona colpita dai quattro terremoti di magnitudo superiore a 5 del 18 gennaio, ha detto ancora Doglioni dell’Ingv, “si è riscontrata delle sismicità alla fine del 2009 e poi una sorta di lacuna tra questa zona e la parte più meridionale. In questa zona di silenzio sismico era da attendersi che quel volume si sarebbe attivato, con quei 4 eventi. Ora non sappiamo quanta energia resti la liberare”. La zona colpita, ha detto ancora, “è potenzialmente instabile perché gli elementi adiacenti si sono mossi di recente”, ha aggiunto riferendosi al terremoto del 2009: “sulla scala dei tempi geologica – ha rilevato, sette anni sono un istante”. Anche per il sismologo Alessandro Amato, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), alla luce alla storia sismica di quell’area, “non sorprenderebbe se si verificasse una scossa di intensità pari o superiore a quelle avvenute”.

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