Caramanico. “Le immagini pubblicate oggi dalla stampa sullo stato di abbandono e di degrado del polo termale di Caramanico, a partire da strutture simbolo come La Réserve e l’hotel Parco dei Principi, sono un pugno nello stomaco e certificano il fallimento politico della Giunta Marsilio. Siamo di fronte a un vero e proprio stillicidio economico e sociale che sta mettendo in ginocchio l’intero comprensorio della Maiella e della Val Pescara. Non possiamo più tollerare questo silenzio: chiederò l’immediata convocazione di una nuova seduta della Commissione regionale di Vigilanza per accendere un faro sullo stallo della procedura e pretendere risposte chiare e definitive”, dichiara il consigliere regionale Antonio Di Marco, già promotore di ripetute iniziative consiliari e sedute di vigilanza sulla vertenza delle Terme di Caramanico, raccogliendo il grido d’allarme rilanciato dal sindaco Franco Parone.
“Condivido la preoccupazione e l’appello del primo cittadino, costretto ad assistere impotente a nove aste andate deserte, al crollo vertiginoso del valore dei beni, a una commissione giudicatrice regionale per le acque non ancora nominata e a un patrimonio pubblico e ricettivo lasciato marcire tra muffa, furti e incursioni vandaliche – continua – . A Caramanico hanno chiuso sette alberghi e venticinque negozi, il Comune è finito in predissesto e una ricchezza da trentamila curandi l’anno è stata completamente azzerata. Ogni giorno perso rappresenta un danno irreparabile per l’economia dell’area. Quello che il presidente Marsilio sta determinando a danno di questo comprensorio è sconcertante, a maggior ragione da parte di chi sbandiera continuamente le proprie origini a Tocco da Casauria. L’inerzia si trascina ormai da troppi anni su ogni fronte: le Terme sono bloccate nel degrado più totale, il bacino di Passolanciano è fermo, la bonifica dell’ex sito minerario del Pilone resta bloccata così come il prosieguo del relativo progetto Masterplan, il raddoppio ferroviario Pescara-Roma procede in modo incerto e disastroso per i territori, i medici di base sono diventati inesistenti nelle aree interne, i lavori all’ospedale di Popoli risultano bloccati e persino la viabilità sul ponte di Piano d’Orta è paralizzata da mesi. Cos’altro deve accadere prima che la Regione decida di intervenire? La Giunta regionale si assuma finalmente le proprie responsabilità di fronte a questo disastro. In Commissione di Vigilanza chiameremo tutti i soggetti al tavolo: la Regione Abruzzo deve dire con chiarezza se ha intenzione di salvare il turismo e l’economia della Maiella o se ha scelto di abbandonare definitivamente una delle zone più preziose d’Abruzzo al suo destino”.



