Milano. Assieme alla Lega, che ha organizzato Pontida ’26 proprio in questi giorni, anche il Movimento 5 Stelle, approda alla kermesse nazionale. Una pattuglia pentastellata dall’Abruzzo, con a capo Francesco Taglieri, ha partecipato al “congresso” milanese di Nova 2.0, dove è stato anche rinnovato il programma politico, non con pochi interessamenti dagli scranni alleati del Partito Democratico.
«L’Abruzzo è a Nova per contribuire a scrivere il futuro dell’Italia. Il futuro non può essere deciso nel chiuso di stanze segrete, attraverso accordi tra pochi privilegiati o programmi confezionati dall’alto e presentati ai cittadini soltanto quando arriva il momento di chiedere il voto», dichiara Taglieri, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione Abruzzo.
«La democrazia partecipativa è l’esatto contrario», spiega Taglieri. «Significa restituire ai cittadini la possibilità di scegliere, discutere e indicare le priorità. Significa trasformare la partecipazione da slogan a metodo politico. Per questo diciamo: parola all’Italia, parola agli italiani, parola agli abruzzesi».
Il Movimento 5 Stelle assieme al voto sull’agenda 2027 segue il dato sulla partecipazione: secondo il pentastellato, circa la metà dei contributori non erano iscritti al Movimento grazie a spazi di confronto territoriale, e le proposte nate «dal basso» puntano a costruire un’alternativa politica al governo attuale anche nel metodo, proprio durante i preparativi per la prossima tornata elettorale.
Il fulcro delle 20 proposte che il “congresso” programmatico ha rilanciato, dopo una lunga fase di consultazioni interne ed interlocuzioni con la società civile, cominciata tra l’altro in primavera, è una proposta pacifista, ambientalista e di redistribuzione sociale che ha come obiettivi: «difendere la pace e rifiutare la corsa al riarmo, tutelare la sanità e la scuola pubblica, garantire lavoro dignitoso, salari adeguati e giustizia sociale, sostenere le famiglie e le imprese, proteggere l’ambiente e contrastare la crisi climatica, affermare la legalità, la libertà dell’informazione e i principi della Costituzione».
Questioni d’ampio respiro che, calate nel contesto abruzzese, per il consigliere regionale, rispondono alle problematiche degli «ospedali indeboliti, aree interne abbandonate, giovani costretti ad andare via, famiglie schiacciate dal costo della vita e lavoratori che chiedono certezze». «Per questo dall’Abruzzo lanciamo un messaggio netto: apriamo le porte, allarghiamo il confronto e restituiamo la parola ai cittadini. Parola all’Italia. Parola agli italiani. Parola agli abruzzesi», conclude Taglieri.



