“Il caro vita e l’inflazione continuano a pesare sulle imprese e sulla famiglie. È questa la grande emergenza economica che il Paese si trova ad affrontare. Una situazione che diventa ancora più preoccupante perché si innesta sull’assenza di una vera strategia nazionale per lo sviluppo produttivo. Servono un piano industriale nazionale, investimenti sulle infrastrutture strategiche della provincia di Chieti e una politica che rimetta al centro salari, lavoro e competitività delle imprese” lo ha detto Luciano D’Amico oggi in visita nella Val di Sangro per la campagna elettorale in vista delle suppletive per la Camera dei deputati nel Collegio di Chieti, previste per il 15 e 16 novembre
“Mentre si perde tempo a discutere di targhe personalizzate e operazioni spot, gli ultimi dati ISTAT registrano il fatturato dell’industria in calo del – 0,9% nel mese di agosto e del – 4,2% su base annua. Sono segnali che raccontano un sistema produttivo in sofferenza.
“Mentre si perde tempo a discutere di targhe personalizzate e operazioni spot, gli ultimi dati ISTAT registrano il fatturato dell’industria in calo del – 0,9% nel mese di agosto e del – 4,2% su base annua. Sono segnali che raccontano un sistema produttivo in sofferenza.
A pagare il prezzo più alto di questa situazione sono le imprese e i lavoratori – continua – le aziende devono fare i conti con costi energetici elevati, margini sempre più ridotti e una crescente incertezza. I lavoratori, dal canto loro, vedono il potere d’acquisto dei propri salari eroso dall’inflazione: gli stipendi restano pressoché fermi, mentre il costo della vita aumenta a dismisura.
In una provincia come quella di Chieti, che per decenni è stata uno dei principali motori dello sviluppo industriale dell’Abruzzo e dell’intero Mezzogiorno, intervenire per migliorare questa situazione dovrebbe rappresentare una priorità assoluta per chi governa. E invece assistiamo all’esatto contrario.
Zero riforme per il comparto industriale, manca una strategia valida per sanare le grandi vertenze e mancano le infrastrutture necessarie per sostenere la competitività del territorio. Le ultime grandi opere, come la Fondovalle Sangro, realmente al servizio dello sviluppo produttivo, sono state realizzate nelle stagioni di governo del centrosinistra, mentre oggi siamo incatenati da bugie e propaganda.
La destra al governo, in ogni grado istituzionale, – incalza D’Amico- continua a negare i problemi, probabilmente sperando che nessuno li chiami a risolverli. Ma non è così: da settimane lavoratori e imprese scendono in piazza per chiedere al Governo di fare il proprio lavoro con serietà, competenza e visione. Bisogna avere il coraggio di guardare in faccia i problemi e affrontarli. Solo così la provincia di Chieti potrà tornare a essere la locomotiva produttiva del Mezzogiorno e dell’intero Paese, come è stata nella sua operosa storia”, conclude.



