Castelvecchio Subequo. Bella serata quella dello scorso 24 luglio a Castelvecchio Subequo, nel Parco Regionale Sirente Velino, per questo primo appuntamento del convegno itinerante francescano del 2026 promosso e organizzato dal Centro per la filosofia Italiana, con il patrocinio del comitato nazionale celebrazioni 800 anni del transito di San Francesco, Regione Abruzzo, Provincia dell’Aquila e Parco Regionale Sirente-Velino.
Nella splendida cornice del convento francescano di Castelvecchio Subequo, dopo i saluti dell’amministrazione comunale di Castevecchio S., e del parroco padre Gabriel, e del presidente del Centro per la filosofia Italiana Aldo Meccariello, i lavori del convegno, con la conduzione e moderazione di Jacopo Meccariello, sono cominciati con la relazione del critico letterario e poeta Andrea Giampietro che ha raccontato le influenze francescane della letteratura abruzzese tra Dannunzio in particolare nel componimento la sera fiesolana tratta da Alcyone dove sono evidenti i rimandi e i collegamenti con il cantico delle creature di San Francesco e Ignazio Silone nell’opera avventura di un povero cristiano dedicata a papa Celstino V e San Francesco. Il convegno, è continuato con la relazione di Salvatore di Fusco dedicata a san Francesco d’Assisi contemporaneo inattuale: il rapporto tra natura, sapere e credenza nel Medioevo.
Di Fusco ricorda come Jacques Le Goff, che del Medioevo è stato uno dei grandissimi maestri, ci ha insegnato con precisione chi fosse l’uomo di pensiero in quel secolo del periodo medievale, i dotti, sapienti, pensatori, gli intellettuali sono i maestri delle scuole, che cominciano a diventare importanti figure per la già dall’alto medioevo, con lo sviluppo delle scuole urbane del XII secolo e a partire dal XIII secolo nelle università. Alberto Asor Rosa, nella sua Storia della Letteratura Italiana, ha mostrato come il suo bellissimo Cantico delle Creature è il frutto di una «elaborazione letterariamente matura» in volgare umbro che realizza una vera e propria concezione democratica del creato nel rispetto dell’ambiente, della pace tra i popoli, in difesa della tolleranza, del dialogo e della libertà delle persone anche di opinioni e culture diverse.
Ancora, oggi ci ricorda che gli strumenti e i valori che devono avere i governanti, funzionari, insegnanti e giornalisti e altre figure di potere sono quelli diversi dalla sete di potere o di imposizione di modelli educativi a scuola, ma devono essere il rispetto, la giustizia e la fraternità.
Interessante anche la relazione dello storico, scrittore e giornalista Massimo Santilli grande esperto del patrimonio tradizionale, culturale, storico, artistico e paesaggistico della Valle dell’Aterno e della Valle Subequana e del parco Sirente-Velino in provincia dell’Aquila alla quale ha dedicato diverse opere e pubblicazioni per la casa editrice Menabo. Santilli ha ricostruito con grande attenzione e precisione i viaggi e i cammini di San Francesco in Abruzzo Nella Marsica dove San Francesco d’Assisi diffuse il suo ordine dei frati minori. La sua prima presenza in Abruzzo risulterebbe nell’inverno tra il 1215 e il 1216, quando soggiornò nella vicina San Benedetto dei Marsi .
Un successivo viaggio nella Marsica, a Pescina, Celano e San Benedetto dei Marsi, ci sarebbe stato con ogni probabilità tra il 1219 ed il 1222. Secondo quanto avrebbe riportato il suo primo biografo Tommaso da Celano e, in seguito, Bonaventura da Bagnoregio che riscrisse la biografia, San Francesco avrebbe guarito, operando un miracolo, un cavaliere che lo ospitò nel palazzo celanese di sua proprietà. Mentre nel 1225, nella vicina Pescina, San Francesco fondò il convento accanto alla contemporanea chiesa di Sant’Antonio di Padova. Mentre il viaggio nella Marsica tra il 1215 e il 1216 è sicuro e confermato dagli storici è motivo di discussione il secondo viaggio verso la valle Subequana. La tesi originale di Massimo, condivisa anche da altri storici, è che San Francesco ha visitato e ha raggiunto anche i borghi della valle Subequana, a Gagliano Aterno e Castelvecchio Subequo, ospite dei potenti conti di Celano che amministravano e controllavano queste zone alle dipendenze prima della dominazione imperiale sveva e poi angioina.
A favorire questi spostamenti e cammini tra Roma, l’Umbria, Spoleto, Assisi e la valle santa reatina con gli splendidi santuari di Greccio famoso per il primo presepe, Fonte Colombo e la Foresta, è stata anche la rete della grande viabilità abruzzese di origine romana che aveva consentito anche la diffusione del cristianesimo dopo l’impero romano e un moderato sviluppo economico grazie anche al potere dei monasteri benedettini prima lungo la via Claudia Nova e Tiburtina Valeria e con la ripresa dei traffici commerciali durante la dominazione dei conti Berardi di Celano che conoscevano bene i conventi di Castelvecchio Subequo e Capestrano. Questo il tema della interessante relazione di Lorella di Blasio che ha descritto con grande passione e impegno la produzione artistica, gli affreschi francescani da Bominaco nell’Altopiano di Navelli a Capestrano, nel convento di San Giovanni da Capestrano nella Valle del Tirino nel Parco Nazionale del Gran Sasso in provincia dell’Aquila.
Il nostro convegno francescano dimostra il grande interesse e l’attenzione per il messaggio e i valori della cultura francescano nel Lazio, in Umbria e Abruzzo, con la grande attualità dell’insegnamento francescano come dimostrano altre interessanti iniziative culturali come quelle di Celano del premio Jacovella di sabato 25 luglio di domenica 26 luglio con GianMarco Tognazzi e la proiezione del film Tommaso da Celano in occasione di queste importanti celebrazioni nazionali francescane.
Prossimo appuntamento con il convegno a Francescano è all’Aquila, il 26 agosto, durante La Perdonanza, presso il monastero di San Basilio , seconda tappa del convegno itinerante del Centro per la filosofia Italiana.



