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Studenti morti nella “Scuola-Lavoro”, oggi manifestazioni e cortei in 40 città

Redazione Cronaca di Redazione Cronaca
18 Febbraio 2022
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Pescara. Oggi gli studenti delle superiori torneranno a manifestare contro la scuola-lavoro, dopo la tragica morte di Giuseppe Lenoci durante uno stage e per un esame di maturità diverso. Erano già scesi
in piazza lo scorso 28 gennaio. In oltre 40 città sono previsti cortei e presidi. A Torino sono state occupate numerose scuole negli scorsi giorni. Alcune organizzazioni chiedono le dimissioni del Ministro dell’Istruzione Bianchi e del Ministro dell’Interno Lamorgese.

Intanto lunedì prossimo gli studenti e le studentesse saranno in audizione in Commissione Cultura alla Camera.

 

“Lorenzo Parelli e Giuseppe Lenoci sono vittime di un’Italia in cui muoiono tre lavoratori ogni giorno, e in cui si è deciso di mandare gli studenti a lavorare gratis nelle stesse condizioni. Strappiamo e diamo fuoco ai simboli di Confindustria perché sappiamo chi ha voluto una scuola modellata sugli interessi dei padroni”, gridano nelle piazze i ragazzi aderenti alla Fgc.

 

 

RIFONDAZIONE COMUNISTA SOSTIENE LA LOTTA DEGLI STUDENTI CONTRO IL LAVORO CHE UCCIDE E CHIEDE DI ABOLIRE GLI STAGE E L’ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO

La Federazione provinciale di Teramo del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea esprime il proprio sostegno all’importante giornata di mobilitazione studentesca in programma oggi in tutta Italia contro l’alternanza scuola-lavoro. Diamo totale appoggio agli studenti che hanno scioperato e sono scesi in piazza a manifestare anche in Provincia di Teramo ed auspichiamo che la protesta si allarghi perché non si può morire di scuola e lavoro.

L’odierna giornata di lotta degli studenti contro un modello di scuola sempre più distante dal diritto allo studio e contro un’alternanza scuola-lavoro che uccide, è importante perché oltre a denunciare l’asservimento della scuola all’impresa accende i riflettori sulle morti sul lavoro. Una strage continua che questo governo non vuole fermare, perché farlo metterebbe in discussione un modello produttivo nel quale la precarizzazione, il super sfruttamento, la ricattabilità delle lavoratrici e dei lavoratori e l’assenza di controlli sulla sicurezza sono funzionali al progetto di ripresa economica di Draghi e compagnia. L’alternanza scuola – lavoro è un’esercitazione al futuro di precarietà, bassi salari, riduzione dei diritti, emigrazione, pensioni da fame che le controriforme degli ultimi venti anni hanno preparato per le nuove generazioni.

Il governo Draghi non intende rinunciare a due dei pilastri del turboliberismo nostrano che investe tutte le risorse pubbliche a sostegno della ristrutturazione delle imprese senza vincoli sulle tutele per i lavoratori e controriforme, attuate e da attuare, come quella strisciante sulla scuola, in nome della competitività. Nonostante la repressione già subita con le manganellate nei giorni scorsi e quella preannunciata in modo subdolo, contro eventuali “frange violente”, continua la sacrosanta protesta di studenti e studentesse contro il perverso rapporto tra formazione e lavoro, causa della recente morte del 18enne Lorenzo Parelli di Udine e del 16enne Giuseppe Lenoci di Fermo. Mentre il Viminale si appella ai Dirigenti Scolastici “per un dialogo”, che tradotto vuol dire opera di dissuasione e in molti casi d’intimidazione.

Rifondazione Comunista e le/i Giovani Comuniste/i sostengono la giusta mobilitazione degli studenti e delle studentesse per il diritto allo studio e alla vita e chiedono l’abolizione degli “stage” e dell’alternanza scuola – lavoro ipocritamente ridefinita “PCTO – Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento”, che ha introdotto “esperienze” di lavoro per i liceali e aumentato le ore di “allontanamento dalle scuole” per gli studenti degli Istituti Tecnici e Professionali di Stato, svolgendo lavoro gratuito e senza diritti. È necessario che i lavoratori e i sindacati si uniscano a questa lotta, occasione importante per vincere e superare il senso d’impotenza derivante da anni di denunce rimaste inascoltate e “lacrime di coccodrillo” di centrodestra e centrosinistra che durano lo spazio di un giorno e poi tutto torna come prima.

Mirko De Berardinis

Segretario provinciale Federazione di Teramo

Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

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